Articoli filtrati per data: Novembre 2013

Domenica 1° dicembre, alle 18, il Teatro Comunale di Castell’Alfero presenterà “La favola d Gelindo” nella versione “a veglia” di Luciano Nattino, tratta dalla tradizione popolare piemontese e portato in scena dall’Arliquato, gruppo folk di Castiglione d’Asti.

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In gioco per la seconda chance all’appello astigiano con con Storie di Donne (Bompiani) dal PREMIO BAGUTTA 

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In gioco per la seconda chance all’appello astigiano con Le colpe dei padri, (PIEMME) dal PREMIO STEGA.

 

Il volume narra la storia di un dirigente, Guido Marchisio, esperto in ristrutturazioni industriali, cioè in licenziamenti e smantellamenti di impianti. Guido scava nel passato e ritrova il suo alter ego in un Piemonte industriale degli anni ’70, le tensioni e le conquiste, ritrova una parte della sua storia e non è detto che questa gli piaccia.


Nel suo libro si parla di un uomo che scopre di essere in realtà qualcun altro: è una metafora per dire che in ognuno di noi c’è un’altra persona?

 

Non direi che in ognuno di noi c’è un’altra persona, ma che ognuno di noi ha una specie di doppio. Non un sosia in carne ed ossa, né un inquietante alter ego (come capita al mio protagonista), bensì una proiezione di ciò che avremmo potuto essere e non siamo. Ognuno di noi porta con sé, nella propria mente, l’immagine della persona che sarebbe stata se il destino avesse preso altre strade, se quel giorno, invece di essere in un certo luogo, fosse stato altrove. Io, ad esempio, ero alla stazione di Bologna il 1° agosto del 1980; se fossi partito per le vacanze il giorno dopo, oggi sarei un altro, o forse non sarei affatto, ma la proiezione di quell’altro è sempre qui con me.

 
Come descriverebbe l'esperienza dei premi letterari in Italia?

 

I premi letterari, in Italia o all’estero, sono sempre delle ottime occasioni d’incontro. Incontro con i lettori, innanzi tutto; lettori che sono chiamati a esprimere il loro parere, a confrontare, a valutare e ad analizzare a fondo il testo, lettori che sono partecipi del destino stesso dell’opera letteraria. Poi c’è l’incontro tra gli autori, il piacere di acquistare una dimensione collettiva e, come ho affermato più volte, di correre insieme e non uno contro l’altro. Infine c’è l’incontro con la festa: i premi sono delle grandi feste per celebrare il libro e tutti quelli che lo amano: anche la cultura ha bisogno di feste.

 


Conosce gli altri autori coinvolti nel premio d'appello e cosa pensa del premio Asti d'appello? E’ pronto per l’arringa finale?

 

Con alcuni degli autori in gara quest’anno ho condiviso una parte di cammino, altri, conosciuti solo attraverso i loro libri, saranno una bella scoperta.

Del premio Asti mi affascina soprattutto la formula: una prova d’appello è la gioia di rimettersi in gioco, è un modo per rivivere emozioni e anche, come dicevo, per non perdere di vista le persone con cui si è lavorato per altri premi. L’idea dell’arringa finale è molto romanzesca: non mi è mai capitato di inventarmi come avvocato di me stesso; ci proverò.

 
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In gioco per la seconda chance all’appello astigiano con con Come se niente fosse, (Adelphi) dal PREMIO CORTINA.

 

Il suo un libro che parla di una scrittrice che porta con sé un ricordo doloroso di cui si verrà a conoscenza solo alla fine.

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Ieri sera presso i nuovi locali del Tambass, la vineria "teatro e cucina" a Rocca d’Arazzo un ospite speciale: Carlo Petrini, fondatore dell'Associazione Slow Food.
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In gioco per la seconda chance all’appello astigiano con Eravamo bambini abbastanza (Minimum fax) dal PREMIO RAPALLO.

Un uomo maligno fa rapire dei ragazzini che si organizzano poi per vivere in strada…

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Si è tenuta, nei giorni scorsi, la consueta bagna cauda degli ex allievi di Don Bosco di Asti. 

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In gioco per la seconda chance all’appello astigiano con Mandami tanta vita ( Feltrinelli) dal PREMIO STREGA.

 

1926, Torino e Parigi. Piero Gobetti e il quasi coetaneo Moraldo in un due voci perfettamente calibrato e incisivo.

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Sabato 23 novembre, alle 21, in Cattedrale si celebrerà la festa di Santa Cecilia. 
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Importante celebrazione domenica 24 novembre in Cattedrale per la conclusione dell'Anno della Fede e la celebrazione dei Vespri. Nella Solennità di Cristo Re dell’Universo il vescovo Francesco Ravinale, alle 15.30, presiederà le cerimonia religiosa alla quale sono invitati a partecipare tutti i fedeli.
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