Sabato, 30 Novembre 2013 07:33

Reintrodotta la Giunta nei piccoli comuni. Uncem: "Viene ripristinata la democrazia distrutta dalle norme precedenti"

Uncem accoglie positivamente la reintroduzione delle Giunte nei piccoli Comuni – 2 assessori nei Comuni fino a 1.000 abitanti, 4 assessori nei Comuni fino a 10.000 - come stabilito dall'emendamento presentato dai deputati Enrico Borghi (presidente nazionale Uncem e presidente del Gruppo interparlamentare per lo Sviluppo della Montagna) e Mauro Guerra (coordinatore Anci per i piccoli Comuni) al Ddl Delrio approvato ieri sera in Commissione Affari costituzionali della Camera. 

“Viene ripristinata la democrazia – commenta Lido Riba, presidente Uncem Piemonte - distrutta dalle norme che dal 2011 a oggi hanno fortemente penalizzato le autonomie locali, additandoli come costo della politica e soggetto fatto di troppe “poltrone”. Lo sanno tutti, anche chi non è mai entrato in un municipio, che i sindaci, gli assessori e i consiglieri nei piccoli Comuni prestano un indispensabile ‘volontariato amministrativo’ del quale non possiamo fare a meno. La norma che sopprimeva le Giunte era ridicola, figlia di una fase politica che oggi finalmente ci lasciamo alle spalle”.

 

Della reintroduzione delle Giunte e dell’assetto istituzionale del Piemonte, ricomposto in particolare nelle Terre Alte grazie alle Unioni montane di Comuni previste dal Ddl montagna varato dagli assessori Gian Luca Vignale e Riccardo Molinari, si è parlato stamani a Torino nel convegno promosso da Uncem al quale hanno preso parte 150 sindaci e amministratori locali. “Abbiamo denunciato anche scendendo in piazza, come fatto il 22 agosto 2011 in piazza Castello a Torino, che il provvedimento dove era contenuto il taglio delle Giunte nei piccoli Comuni non aveva senso, così come erano demenziali le Unioni di comuni ai sensi dell'articolo 16 della manovra 2011 dove veniva eliminato il bilancio per Comuni che ne entravano a far parte. Ora finalmente si fa piazza pulita di norme inutili e scellerate che ci hanno fatto perdere troppo tempo – prosegue Riba - In Piemonte abbiamo un percorso tracciato con il ddl Montagna presentato in Consiglio dagli assessori Vignale e Molinari, sul quale dobbiamo agire in fretta d’intesa con le altre associazioni di enti locali, quali Anci e Legautonomie. Ci sono già 15 Unioni montane costituite e altre venti in dirittura di arrivo. Le Comunità montane si trasformano e devono farlo velocemente, a vantaggio di tutto il Piemonte”. Uncem confida nel lavoro su questi temi da parte del Governo, nell'impegno del Parlamento, affinché si approvi velocemente il Ddl Delrio, risolvendo tutte le criticità legate in particolare alle evoluzioni delle Province e alla nascita delle Città metropolitane che hanno proprio in Torino specificità e necessità da tutelare. “Importante – conclude il presidente Uncem Piemonte - sarà l'azione della Regione Piemonte per la gestione e la rapida programmazione dei fondi comunitari 2014/2020. La nostra Delegazione, invitata ai tavoli di lavoro, farà tutta la sua parte rappresentando le istanze e i progetti del ‘sistema montagna’. Le Unioni montane di Comuni in questo scenario diventano lo snodo fondamentale. Costruirle bene diventa ancor più importante per drenare sul territorio le risorse europe”.