Mercoledì, 27 Novembre 2013 16:06

I dati sulla sicurezza e la criminalità in Piemonte. Asti, primato negativo per i furti in casa

Misurando il livello di criminosità, nel 2012 il Piemonte si colloca subito dopo Lazio, Liguria ed Emilia-Romagna e a ridosso della Lombardia. Rispetto al 2011 si registra un lieve aumento delle denunce di reato: +1,4%, con 242.902 denunce, pari a 5.553 ogni centomila abitanti. 
La lieve crescita delle denunce presenta però valori inferiori rispetto al 2006 e al 2007, e una situazione disomogenea. Crescono infatti i reati consumati ai danni del patrimonio in ambienti privati o con l’inganno: furti in abitazione e con destrezza e truffe e frodi informatiche. Diminuiscono invece i reati più legati alla strada o consumati con modalità scoperte: rapine, furti di auto e su auto in sosta, danneggiamenti. Diminuiscono anche tutti i reati contro la persona: lesioni, percosse, violenze sessuali. Stabili gli omicidi. 
 
Sono i primi dati che emergono dal Rapporto 2012 sulla sicurezza integrata, curato dal Settore di Sicurezza e Polizia locale della Regione Piemonte e realizzato da Ires Piemonte in collaborazione con la Prefettura di Torino a nome delle Prefetture piemontesi. 
Il Rapporto è stato presentato durante la conferenza regionale sulla sicurezza integrata, che si è svolta il 27 novembre al Centro Incontri della Regione Piemonte a Torino, come previsto dalla legge regionale 23/2007 “Disposizioni relative alle politiche regionali in materia di sicurezza integrata”. Un’importante occasione di confronto e di valutazione delle politiche regionali per la sicurezza alla quale sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni, degli enti locali, delle Forze dell’Ordine e degli organi di Polizia locale, molti sindaci piemontesi. 
 
Dalle analisi risulta inoltre che a livello provinciale Torino, con 7.062 denunce ogni centomila abitanti, si conferma la provincia con i maggiori tassi di criminosità complessivi ed è l’unica che supera la media regionale. Per quanto riguarda invece specifici reati il primato negativo si riscontra altrove: ad Asti per i furti in casa, a Vercelli per le estorsioni, a Novara e Verbania per le truffe. 
Novara, Alessandria e Asti seguono Torino nel tasso di criminosità (pur con valori inferiori alla media regionale), mentre i valori più bassi si registrano a Verbania e Cuneo. 
Un altro importante dato emerge dalla paura percepita, che è in diminuzione per il terzo anno consecutivo. La fiducia nella polizia e nella magistratura, dopo quattro anni di crescita, registra una lieve flessione rispetto al 2011, ma rimane su valori superiori rispetto al 2010. 
L’indice Ires di sicurezza, che combina fatti reali, paura percepita e tasso di fiducia nel sistema e nel prossimo, vede Vercelli come provincia più sicura, seguita da Verbania, mentre Torino è all’ultimo posto, preceduta da Asti. 
Nel Rapporto sono riportati anche i risultati dell’indagine sui sistemi di videosorveglianza utilizzati dai comuni piemontesi di dimensioni superiori ai 1.000 abitanti, ovvero 608 comuni. I due terzi di questi comuni ha ora in dotazione impianti tecnologici di sorveglianza, che impiegano complessivamente oltre 4.800 telecamere, di cui sempre i 2/3 sono digitali anche grazie agli investimenti realizzati negli anni dalla Regione Piemonte. 
 
“Per offrire ai piemontesi migliori condizioni di sicurezza - sottolinea nel suo saluto il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota - è necessario che le competenze e le professionalità messe in campo in questa IV Conferenza sulla Sicurezza Integrata siano solo l’inizio di una sempre più proficua collaborazione e sinergia fra tutti gli attori che sul territorio si occupano della sicurezza delle nostre comunità. A tal riguardo, pur nelle difficoltà del momento, molto viene fatto da parte della Regione Piemonte  per mantenere elevata la qualità dei servizi resi alla cittadinanza, attraverso per esempio l’incentivazione fra gli Enti Locali dell’esercizio associato delle funzioni e dei servizi di Polizia Locale”. 
 
“Il Rapporto 2012 - ricorda l’assessore regionale alla Sicurezza e Polizia locale, Riccardo Molinari - costituisce un utile strumento di lavoro per definire le strategie della Regione in materia di sicurezza dei cittadini, attraverso un sistema integrato a regia regionale con il contributo degli enti locali, delle Polizie locali e degli attori sociali del territorio. Un esempio di collaborazione è stato quest’anno l’avvio del Laboratorio regionale di polizia scientifica locale, che ha coinvolto i Comuni capoluogo di provincia, i rispettivi Comandi di polizia municipale, il Nucleo investigativo del Comando di Polizia municipale di Torino. A questa iniziativa si affianca lo sviluppo un nuovo progetto regionale per utilizzare al meglio le tecnologie dei sistemi di videosorveglianza nei Comuni, che permetterà di promuovere e migliorare le azioni di controllo e di prevenzione sul territorio”. 
 
Il Rapporto 2012 sulla sicurezza integrata è visionabile al link www.regione.piemonte.it/sicurezza/