Venerdì, 11 Ottobre 2013 11:20

La figura di Giovanni Giobert in un convegno all'Università di Asti

Il Consorzio Universitario Astiss polo universitario di Asti ha collaborato insieme al Comune di Mongardino d’Asti e al dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale, Alessandro Militerno alla realizzazione del convegno “Giobert: da Mongardino alla nuova chimica” che si svolgerà venerdì 18 ottobre, dalle 10, presso l’Aula Magna dell’Università, ex caserma Colli di Felizzano, area Fabrizio De Andrè - corso Vittorio Alfieri ad Asti.

La mattinata di studi sullo scienziato e chimico originario di Mongardino d’Asti si apriranno con i saluti del presidente del consorzio Asti Studi Superiori, Michele Maggiora, del sindaco di Mongardino, Barbara Baino e del Provveditore agli Studi di Asti, Alessandro Militerno. Sono stati invitati la preside dell’Istituto Giobert di Asti, Patrizia Ferrero, gli studenti delle scuole superiori, gli amministratori, le autorità.

La giornata proseguirà con tre relazioni di sostanza sulla figura e l’attività scientifica del Giobert, moderate da Francesco Scalfari, direttore del consorzio Uni Astiss. Si alterneranno al microfono Massimo Tomalino, docente del Politecnico di Torino su “Giobert, chimico e mineralogista rivoluzionario”; Marco Morra, biologo della Nobil Bio Ricerche srl di Portacomaro d’Asti su “l "Traité sur le Pastel et l'Extraction de son Indigo", par M. Giobert (1813) e la sua attualità per i programmi di sviluppo innovativo e compatibile”; Francesco Trotta, docente presso l’ Università degli Studi di Torino su “L’ınfluenza della chımıca applıcata neglı eventı umanı e socıalı”.

La giornata si concluderà con il dibattito con il pubblico sull’attualità scientifica degli studi del Giobert.

Strettamente collegata al convegno sarà la cerimonia di inaugurazione e presentazione del busto del Giobert che si svolgerà domenica 20 ottobre, alle 12,15 a Mongardino. Il busto marmoreo è stato collocato all’ingresso dell’edificio delle scuole elementari recentemente restaurato e intitolato all’illustre mongardinese.



Giovanni Antonio Giobert (Mongardino d’Asti, 27 ottobre 1761Torino, 14 settembre 1834) è stato un chimico italiano.

L'educazione del giovane Giobert venne affidata all'abate G.B. Lovizzolo, considerato all'epoca uno dei massimi conoscitori delle scienze fisiche in Piemonte, che fece nascere il lui una forte passione per la chimica; venne poi ammesso come apprendista in una farmacia di Asti e poi presso un'altra a Torino, alternando così il lavoro allo studio. Tra i venti e i venticinque anni, a costo di enormi sacrifici, lasciò il lavoro alla farmacia per occuparsi unicamente dei suoi studi di chimica, orientando i propri interessi specialmente verso l'applicazione della chimica all'agricoltura e alle industrie. Iniziò dunque a svolgere la sua attività nell'ambito della Reale Società Agraria di Torino. Nel 1789 intanto, a soli 28 anni, essendosi fatto notare per aver pubblicato un discreto numero di articoli scientifici, venne nominato socio della Reale Accademia delle Scienze di Torino, della quale fu per molti anni presidente e dove le sue ricerche vennero più volte premiate.

Fu tra i primi a diffondere in Italia la teoria di Lavoisier. Ricercatore instancabile, si occupò di molteplici studi ed esperimenti tra i quali meritano citazione la scoperta dei doppi carbonati di magnesio (magnesite o giobertite), e la definizione del metodo di estrazione della tintura color indaco (1813). Offrì un importante contributo allo sviluppo dell'eudiometria (lo studio della composizione dei gas), realizzando un modello a fosforo che venne utilizzato anche da Lazzaro Spallanzani. Fece parte del Comitato Galvanico, organizzazione torinese volta a sostenere la teoria di Galvani contro quella di Volta. Ricoprì la carica di Segretario Perpetuo della Reale Società Agraria di Torino e fu uno dei 40 membri della Società Italiana della Scienza con sede prima a Verona poi a Modena. Fu inoltre socio di molte altre accademie scientifiche italiane, tra cui quelle di Bologna, di Milano e di Firenze. Stimato anche all'estero, divenne socio di molte accademie scientifiche d'Europa (tra tutte quella di Bruxelles) e d'America.