Domenica, 30 Giugno 2013 10:39

Il commento settimanale di Cesare Torta: "Riforma della giustizia"

Cesare Torta Cesare Torta

Riceviamo e pubblichiamo il commento settimanale di Cesare Torta, tratto dalla raccolta "A che punto è la notte".


"La riforma della giustizia è già incominciata. Almeno per quanto riguarda terminologia, nuovi reati che ne sostituiscono automaticamente altri, nuovi orizzonti della pubblica morale.

Vediamo qualche esempio.

Il numero di processi e condanne subite non sta più a caratterizzare il “delinquente abituale” e il concetto di “reiterazione del crimine”. Quando il numero di processi supera una certa soglia (almeno 10 o 20) trattasi di “persecuzione giudiziaria” e i giudici che hanno incautamente promosso tali azioni contro la libertà del singolo cittadino (innocente fino al terzo grado di giudizio) si trasformano in imputati del nuovo reato di “persecuzione giudiziaria”.

Ad esempio, un certo A.S. di Viterbo, noto per il suo record di 54 processi e relative condanne per furto (L’Adige, 27/4/2012) non è più un ladro incallito ma una vittima del nuovo reato.

Quando viene condannato un alto esponente di una organizzazione sociale, politica, imprenditoriale o religiosa, tutti i soci, gli elettori, i clienti ed i fedeli hanno il diritto di sentirsi offesi. E, badate bene, non offesi con chi ha tradito la loro fiducia coi suoi comportamenti, ma offesi con i giudici che lo hanno sanzionato facendo il loro dovere. Ad esempio, in seguito all’arresto di monsignor Scarano (tutti i quotidiani del 28/6/2013), alto prelato dell’APSA (ente Vaticano come lo IOR), tutti i fedeli cattolici si sono sentiti molto offesi. Innumerevoli sono gli altri esempi: un produttore di salumi di Cremona che aveva ucciso la moglie ha dichiarato che la sua condanna era un’offesa per tutti quelli che avevano acquistato i suoi salami, con l’arresto dei vari Belsito, Fiorito, Lusi e compagnia bella si sono offesi milioni di elettori dei vari partiti.

Ci sono infine i cambiamenti nella terminologia. Le prostitute non esistono più, sono sostituite da “escort”, “ragazze bisognose”, “partecipanti a cene eleganti”. Il corrispettivo della prestazione diventa “elargizione liberale” (sarà un capitolo della famosa “rivoluzione liberale ?). Il cliente diventa “utilizzatore finale” e i vecchi protettori, volgarmente detti “magnaccia” si trasformano in “agenti di spettacolo”, a volte con una funzione paravento in organi di informazione o amministrazioni pubbliche".