Venerdì, 28 Giugno 2013 08:17

F-35: per il Forum Astigiano per il Disarmo una nuova "fase di lotta"

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Forum Astigiano per il Disarmo.


"Mercoledì 26 giugno è stata rigettata dalla Camera dei deputati la mozione che chiedeva di uscire dal progetto F-35 e di utilizzare queste ingenti somme per migliorare l'offerta di servizi come istruzione, trasporti, sanità, cultura, assistenza sociale. Quindi la maggioranza dei deputati, nonostante le promesse elettorali di molti di loro, ha deciso di proseguire con la fabbricazione e l'acquisto di questi cacciabombardieri di ultima generazione.

Era una mozione chiara e netta contro il progetto di fabbricazione e di acquisto dei cacciabombardieri di Lockheed Martin che vogliono assemblare a Cameri, nella fabbrica quasi ultimata all'interno dell'aeroporto militare.

La maggioranza in modo "ambiguo" conferma in pieno  il procedere sulla strada dello spreco di risorse pubbliche, un plauso invece va fatto ai parlamentari che hanno votato la mozione contro la costruzione dei caccia e per una indirizzamento delle risorse a fini sociali e per la collettività.

Il risultato del dibattito parlamentare non ci soddisfa: la nostra richiesta è sempre quella della cancellazione del programma e di un ripensamento complessivo della spesa militare italiana.
Un argomento in più è che in un periodo di forte crisi, che  tutti noi cittadini patiamo, sprecare in aerei da guerra risorse enormi è profondamente immorale.

La mozione della maggioranza non stoppa assolutamente questa emoragia economica, mette solo una clausula al passaggio parlamentare dei prossimi acquisti, responsabilità avrebbe voluto votare la mozione di buon senso voluta da 5 Stelle e SEL che indirizzava risorse su scuola, assistenza,sanità, territorio.

In questi ultimi giorni soprattutto sui parlamentari del PD e Pdl eletti nel nostro collegio, c'è stata una campagna di pressione mediatica, purtroppo inascoltata, ma che ha creato discussione.

Inizia quindi per il Forum Astigiano per il disarmo una nuova fase di lotta, raccolta firme e informazione alla cittadinanza.

Il 4 di luglio sarà un incontro con il MOVIMENTO F35 di NOVARA, che sul territorio dove saranno assemblati si batte contro questa spesa folle che equivale quasi  a una manovra finanziaria.

Nelle ultime settimane ad Asti sono state raccolte centinaia di firme sull'appello Taglia le ali alle armi.

Spendere 14 miliardi di euro per comprare (e oltre 50 miliardi per l'intera vita del programma) un aereo con funzioni d’attacco, capace di trasportare ordigni nucleari, mentre non si trovano risorse per il lavoro, la scuola, la salute e la giustizia sociale è una scelta incomprensibile che il Governo deve rivedere.

Queste proposte da anni vengono fatte dal forum di Sbilanciamoci e ad Asti sostenute dai movimenti.

Il 4 sarà anche l'occasione per lanciare la mobilitazione del 13 e 14 a Novara e Cameri. 
Come forum saremo presenti davanti alla fabbrica dei cacciabombardieri tra il 13 ed il 14 luglio e invitiamo ogni cittadino a partecipare sia il 4 alla serata di informazione che la notte tra il 13 e 14 a Cameri.

Perché di sera e di notte? Perché sarà la “lunga notte in bianco contro gli F-35, contro tutte le fabbriche d'armi, contro tutte le guerre”.

Andremo davanti all'aeroporto militare di Cameri, tra il 13 ed il 14 luglio, davanti all'ingresso del cantiere dove si sta ultimando la costruzione degli impianti per l'assemblaggio dei nuovi micidiali cacciabombardieri di Lockheed Martin.

Perché proprio a metà luglio? Perché i militari, gli industriali e i politici hanno comunicato ufficialmente che dal 18 luglio partirà la costruzione dei primi F-35 “made in Cameri”.
Non ci sembra proprio il caso di lasciare in pace chi vuol fare la guerra e chi si prepara a farla nel modo più dirompente e devastante. 

È necessario essere lì, nella notte tra il 13 ed il 14 luglio, e continuare ad esprimere con forza il nostro rifiuto di tutte le guerre, contro la fabbricazione di armi e a favore di spese sociali e utili alla collettività.

Invitiamo la cittadinanza al dibattito del 4 luglio e alle mobilitazioni successive".