Giovedì, 27 Giugno 2013 05:51

Asti. Terzo appuntamento di InCanto sacro in Cattedrale

La rassegna corale “InCanto sacro” creata dall’Istituto Diocesano Liturgico-Musicale di Asti guidato da don Simone Unere e con la direzione artistica del Manuela Avidano, dopo Santa Maria Nuova e San Paolo, ha fatto tappa in Cattedrale. 


Alla presenza del Vicario, mons. Vittorio Croce, del parroco, don Paolo Carrer, e di un attento pubblico, il programma ha dato largo spazio dapprima all’organo di Omar Caputi.




Dal 1987, fra gli altri impegni in veste di docente e concertista, è organista co-titolare del Santuario di Santa Rita in Torino e al contempo direttore del coro polifonico “In Laetitia Domini” da lui fondato per il servizio in Santuario. Ed è proprio questo suo coro, congiunto con un’altra valida formazione vocale torinese nata nel 1987 denominata “Cantus firmus” che, sotto la direzione del M° Massimo Nosetti, con l’accompagnamento all’organo dello stesso Caputi, ha dato vita nella seconda parte ad un’interessante programma tutto per voci femminili. Il M° Nosetti, organista titolare sia a Santa Rita che, dal 2005, al Duomo di Torino, guida le due compagini in un primo delicato omaggio alla Madonna del Carmelo composto dall’olandese Floor Peeters. Seguono un mottetto di Gabriel Fauré, “Maria Mater Gratiae”, e “Emitte spiritum tuum” dello stesso M° Nosetti. Pezzo forte del concerto è tuttavia la Messa in La Maggiore Op. 126 per coro femminile e organo di Joseph Gabriel Rheinberger.

L’autore, paladino del cattolicesimo sacro, come bene ci illustra il M° Nosetti, nato a Vaduz nel 1839, visse sempre in Germania, a Monaco, alla corte reale di Baviera, dove dal 1877 ricoprì l’incarico di direttore d’orchestra e responsabile della Cappella. Quando fu creato il nuovo Conservatorio venne nominato “Regio Professore” di organo e composizione incarico che tenne fino alla morte avvenuta a Monaco nel 1901. Scrisse ben dodici Messe, tre per voci femminile e organo. Quella ascoltata sabato, meravigliosamente eseguita, presentava coralmente, in latino, vari momenti della celebrazione eucaristica ovvero il Kyrie, il Gloria, il Credo, il Sanctus, il Benedictus e l’Agnus Dei. 


Molti gli applausi, al termine, meritati per la qualità dell’esecuzione, per la direzione e presentazione e per l’accompagnamento strumentale. A tutti gradito in chiusura, prima del rientro a casa, sotto i voltoni medioevali del chiostro dei canonici, un rinfresco dolce salato. E la rassegna “InCanto Sacro” riprenderà il 18 ottobre allo “Spazio San Giovanni” di via Natta con il Coro della Diocesi di Asti diretto da Manuela Avidano.


Patrizia Porcellana