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Sabato, 01 Giugno 2013 13:28

Oggi l'apertura della stagione venatoria. Il Wwf attacca: "Ancora favori ai cacciatori. Come andare a caccia tutto l’anno e uccidere più animali"

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa del Wwf Piemonte e Valle d'Aosta in merito all'apertura della stagione venatoria.

"Con la pubblicazione sul BURP è stata ufficialmente formalizzata la stagione venatoria 2013/2014, decisa dalla Giunta Regionale del Piemonte guidata da Roberto Cota. Dopo avere impedito il voto popolare del referendum lo scorso anno abrogando la legge regionale n. 70/96 e applicando la più permissiva legge nazionale, la Regione Piemonte continua la sua politica filo venatoria.
 
Si apre la nuova stagione venatoria all’insegna dell’improvvisazione in assenza del Piano Faunistico Venatorio (PFV) regionale e in assenza di una legge regionale. Ricordiamo che il PFV rappresenta lo strumento pianificatorio indispensabile per poter definire su basi scientifiche ed oggettive come impostare l’attività venatoria
 
Aumento delle specie cacciabili da 29 a 35
Erano 29 le specie cacciabili con la vecchia legge regionale n. 70/96. Lo scorso anno erano state aggiunte al carniere la gallinella d’acqua, la ghiandaia, l’alzavola, e l’allodola. Era stato protetto il coniglio selvatico, peraltro quasi estinto nella nostra regione. Quest’anno con l’aggiunta del fischione, della folaga e del coniglio selvatico le specie cacciabili salgono a 35.
 
Aumento dei periodi
Quella che viene definita “apertura generale” fissata al 29 settembre 2013 (anticipata rispetto al parere dell’ISPRA che aveva indicato il 1° ottobre) potrebbe essere definita “prosecuzione generale” perché le nuove norme stabiliscono che la caccia al capriolo e al cinghiale apra il 1° giugno. Quella al camoscio e al muflone il 1° agosto, quella al daino il 1° settembre e al cervo il 1° ottobre.  A settembre si sparerà a tortora selvatica e ai corvidi. La stagione terminerà il 15 marzo 2014.
La regione accoglie solo parzialmente, per quanto riguarda i periodi, le indicazioni date dall’ISPRA che, ricordiamo, rappresenta la massima aurotità scientifica nazionale nel campo della fauna selvatica
 
Specie in estinzione
Le specie della piccola fauna alpina (fagiano di monte, coturnice, pernice bianca, lepre variabile), in grave crisi su tutto l’arco alpino continuano ad essere oggetto di prelievo venatorio.  La filosofia che ispira il mondo venatorio pare essere: “cacciamole fintanto che ci sono. Tanto si estingueranno comunque”. È però gravissimo che gli amministratori pubblici assecondino questo disegno, invece di tutelare in modo rigoroso quello che, tra le altre cose, è anche un bene comune e patrimonio della collettività.
 
Aumento dei limiti di carniere
Erano 8 gli uccelli migratori abbattibili giornalmente dal cacciatore con la Legge
Regionale n. 70/96 e, come lo scorso anno, anche quest’anno il limite è stato portato a 10.
 
Mezzi di caccia
Come già lo scorso anno, l’arco compare tra i mezzi di caccia. Silenzioso e crudele,
causa sofferenze strazianti agli animali, che il più delle volte vengono solo feriti e muoiono poi per setticemia, tra atroci sofferenze.
 
Numero dei cacciatori in caduta libera
Erano oltre 34.000 i cacciatori in Piemonte nel 2008. Quest’anno il numero si attesterà forse intorno a 25.000. In poco più di 5 anni il numero di cacciatori in Piemonte si è ridotto di circa 9.000 unità.  Per gli animali selvatici non cambia molto se però contestualmente vengono aumentati i periodi, le specie cacciabili e i limiti di carniere.
 
Colpa della caccia i danni del cinghiale
Con la legge regionale n. 70/96 ogni cacciatore poteva abbattere cinque cinghiali durante tutta a stagione venatoria. Lo scorso anno il limite era stato portato a quindici. Quest’anno a venti.  E i danni all’agricoltura aumentano e non diminuiscono.   Nessuno si chiede perché?
 
La associazioni protezioniste e ambientaliste denunciano all’opinione pubblica l’ennesima insensata strage di  fauna selvatica operata dalla Giunta di Cota e Sacchetto per accontentare una piccola minoranza armata e auspicano che l’opinione pubblica e le forze sociali e politiche attente alla gestione del bene pubblico si attivino affinché nella nostra Regione prevalgano logiche di tutela e salvaguardia della fauna selvatica".
Wwf Piemonte e Valle d'Aosta