Mercoledì, 01 Maggio 2013 09:30

Le Donne del vino piemontesi festeggiano alla Mole 25 anni di brindisi e 100 mila euro di solidarietà

Calici in alto per i 25 anni delle Donne del vino: le imprenditrici piemontesi festeggiano il loro anniversario negli eleganti spazi della Mola Antonelliana di Torino, dove raccontano i lunghi anni di attività e il loro impegno nel sociale.

Dal 1988 ad oggi, infatti, le Signore delle vigne e del vino hanno donato oltre 100 mila euro per finanziare progetti a scopo solidaristico. “E’ il lato femminile dell’imprenditoria” - commenta con orgoglio Francesca Poggio, produttrice di Gavi e neodelegata del Piemonte.

Al suo fianco, ci sono la presidente nazionale Elena Martusciello e le quattro delegate che si sono succedute negli ultimi 25 anni: Claudia Ferraresi (La Morra), Cristina Ascheri (Bra), Mariuccia Borio (Costigliole d’Asti) e Michela Marenco (Strevi). Assenti giustificate Rosalba Lalla Riccadonna (Costigliole d’Asti) e Susanna Galandrino (Nizza Monferrato).

Ed è proprio Mariuccia Borio, vignaiola di Costigliole d’Asti, a ricordare i risultati di una solidarietà tutta al femminile: “Negli anni abbiamo aiutato il padre missionario Giovanni Onore a proteggere la foresta amazzonica, comprando 50 ettari: si tratta di una collina nel villaggio di Otonga, in Ecuador, a cui abbiamo dato il nome di Oasi Piemonte”.

I risultati sono tangibili: il Progetto Otonga, al momento, conta oltre 2000 ettari protetti, segno evidente di un’efficace collaborazione e di una loro grande determinazione. “Per ringraziarci – aggiungono le Donne del vino - undici fiumi dell’Amazzonia sono stati battezzati con nome di vini piemontesi: Asti, Piemonte, Monferrato, Lessona, Barbaresco, Barolo, Boca, Gavi, Ghemme, Sizzano, Fara, Gabbiano”.

Non solo: le Donne del vino del Piemonte hanno anche creato una cantina didattica ad Asti, nell’oasi naturale di Villa Paolina, e coinvolto i bambini delle scuole nella creazione di etichette. Da non dimenticare, infine, il progetto Raimbow, che sostiene il lavoro delle donne di una cooperativa dello Zambia, in collaborazione con l’associazione Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.

A tutt’oggi, l’impegno delle Donne del vino prosegue con un’iniziativa benefica presentata al Vinitaly, il cui scopo è destinare parte del ricavato della vendita del libro “Una donna il vino un destino” - che racconta la storia della socia e prima diplomata sommelier d’Italia Laura Pesce di Nizza Monferrato - all’acquisto delle scarpe della divisa scolastica di Otonga.

"Le scarpe - spiega padre Onore - sono una parte essenziale dell'attrezzatura scolastica per ogni bambino. In Ecuador la scuola è teoricamente gratuita, ma se il bambino si presenta a scuola senza le scarpe “regolamentari” e scelte dal direttore, viene rimandato a casa. Un contadino o manovale deve destinare il salario di due mesi per comprare tutto il necessario per la scuola per il suo bambino".

La prossima presentazione del libro avverrà in occasione della 17esima edizione di “Libri da gustare”, salone del libro enogastronomico a cura dalla socia Claudia Ferraresi. Le Donne del vino allestiranno un banco d'assaggio con etichette dalla provenienti da tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte. A breve sarà disponibile il programma sul sito internet http://www.libridagustare.it/.