Lunedì, 29 Aprile 2013 15:18

Davide Bono (M5S): "Battaglia sulla svendita degli ospedali: Pichetto chi prende in giro?"

Davide Bono Davide Bono
Davide Bono (capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Regione Piemonte) interviene con un comunicato stampa sulle prospettive della sanità regionale, in particolare su quella che lo stesso consigliere pentastellato definisce “la svendita degli ospedali”.
  
Oggi ho presentato 30 emendamenti per modificare la Finanziaria 2012 sul Fondo Immobiliare Sanitario – si legge nella nota - ovverossia la svendita degli ospedali e l'inizio della privatizzazione delle attività sanitarie, partendo da quelle "non core", compresa la diagnostica a bassa e media intensità. Sul tema ero già intervenuto con un'interrogazione agli Assessori al Bilancio (Pichetto) e Sanità (Cavallera). 

Oggi l'Assessore Pichetto ci stupisce ancora. Afferma che l'iter del FIS potrebbe portare anche solo ad un censimento degli immobili delle ASR. Poi si vedrà, potremmo conferirli in un fondo regionale - se la Corte dei Conti ci darà parere positivo - , in un fondo promosso dalla CDP o magari cartolarizzarli come fece, con pessimi risultati, la Regione Lazio.
 
Peccato che la Corte dei Conti, tramite la Relazione Centrale di Controllo sulla Gestione delle Amministrazioni dello Stato 2009– aggiunge Davide Bono - abbia definito la cartolarizzazione del Lazio un "evento produttivo di squilibri di bilancio che non crea nessun valore attivo a bilanciamento della grave perdita patrimoniale". Attendiamo fiduciosi il parere della Corte dei Conti piemontese.
 
Il censimento degli immobili delle ASR esiste già (anzi, ne sono stati fatti 3) e l'iter del FIS prosegue con la nomina degli advisor, dei consulenti tecnici e la redazione di un contratto tipo. Insomma, Pichetto chi vuole prendere in giro?
 
La Regione a guida Cota dica se vuole procedere col suicidio della svendita degli ospedali ad un fondo gestito da privati a cui pagare l'affitto e delegare il controllo sociale oggi in mano all'Assemblea dei Sindaci, o se vuole recedere dal folle gesto. Tertium non datur”.