Sabato, 27 Aprile 2013 05:59

Nicolò Ollino (Prc): "25 Aprile è bastione per la salvaguardia dei valori fondamentali"

I Giovani Comunisti di Asti in tenuta militare per il 25 Aprile I Giovani Comunisti di Asti in tenuta militare per il 25 Aprile
Il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, il giovane Nicolò Ollino, propone una riflessione sul significato del 25 aprile e, più in generale, sull'attuale situazione di democrazia "commissariata" in Italia.
"Talvolta rileva in un film più un isolato, anche se grossolano, errore di montaggio della complessiva pregevole sceneggiatura.
 
Così il 25 Aprile astigiano di quest'anno sarà probabilmente ricordato più per i battibecchi finali che per un disteso e sentito corteo, tutt'altro che rituale, e che nonostante la partecipazione non eccezionale come al solito ha dimostrato che il giorno della Liberazione ha senso oggi, come ne aveva ieri, e che ancora sarà elemento propulsivo per la nostra democrazia e per un'idea più lucida di Paese in futuro.

Perché come spesso si raccomandano gli, ahimè, pochi partigiani rimasti, così tra gli astigiani sia Battista Bianco sia Giovanni "Reuccio" Gerbi, spesso in contrapposizione ma uniti da molto più di quanto pensano, il 25 Aprile è una data molto più giovane dell'idea generale che se ne ha.

Al di là della, per me, doverosa e importantissima vera e propria commemorazione per il sacrificio e per il coraggio di molti partigiani - per tramandare un'Italia un po' migliore ai propri figli - questa data significa molto di più ma spesso non si coglie questo aspetto di vero bastione per la salvaguardia di una schiera di valori fondamentali quali l'uguaglianza, la giustizia, la solidarietà e la libertà dall'oppressore, diversa dalla libertà che troppo spesso si intende oggi "qui son tutti uguali, liberi di consumare, e se hai qualche problema ti puoi sempre ammazzare" cit. Gang - Socialdemocrazia. 

Oggi dimenticare questa data cardine comporta due ordini di rischi: il primo è quello di diventare ancora più storiograficamente ignoranti, pressapochisti, poco orgogliosi degli esempi lampanti e positivi del nostro, tuttavia, recente passato e quindi maggiormente soggiogabili culturalmente perché esposti ai fuochi fatui della semplice propaganda di pancia, come fu per alcuni versi quella del Ventennio. 

Il secondo ordine di rischi è meno immediato, ma più grave, ed è quello della deriva istituzionale. Vi stiamo già assistendo ad essere onesti; credo che da 22 mesi si viva velatamente, ma genuinamente, a democrazia sospesa e commissariata.

I centri decisionali reali sono altrove, accadde con Monti, accadrà con il governo barzel-Letta quale si sta macabramente profilando. 

Questo scenario è stato preparato da anni anche con i continui attacchi al significato primo del 25 Aprile, con tentativi di diluizione qualunquistica, quando quel significato primo volge lo sguardo alla necessità di avere potestà decisionale popolare, realmente democratica, ad una pratica costituzionale non stravolta, ad una Repubblica Parlamentare fondata su Lavoro, Cultura e Rispetto. 

In quei valori credo sinceramente che valga oggi più che mai la pena di credere, anzi che per quei valori valga la pena di lottare. 

Buon 25 di Aprile, tutto l'anno!"

Nicolò Ollino - Segretario Provinciale Prc