Sabato, 30 Marzo 2013 14:15

I consigli pasquali dell'Unione Nazionale Consumatori

La Pasqua, pur essendo una ricorrenza con forte richiamo alla fede cristiana, è sempre stata una importante occasione di convivialità; ne sono derivate numerose tradizioni che in qualche modo si sono evolute ed adattate al nostro attuale sistema di vita.

Le uova di cioccolato non sono altro che una “derivazione” delle uova sode che venivano colorate in occasione della Pasqua: la sorpresa nell’interno dell’uovo deriva da una invenzione del gioielliere Fabergé che ne costruì i primi per lo Zar di Russia.

Prima della colomba, che ha fatto il suo debutto negli anni ’30 del secolo scorso, i dolci pasquali erano torte e ciambelloni fatti in casa con le prime uova che le galline deponevano con l’arrivo della buona stagione. I pastori programmavano le gravidanze delle pecore per poter avere gli agnelli del peso giusto da vendere proprio in occasione della Pasqua.

Più aderente alla tradizione, è rimasta la colazione del giorno di Pasqua con uova sode, pizza al formaggio e salame “corallina”. Infine, la tradizionale scampagnata fuori porta di Pasquetta, con il pranzo da consumare all’aria aperta, per molti si è trasformata in una sosta nei ristoranti.

La Pasqua è anche un'ottima occasione per la filiera di produzione e distribuzione degli alimenti per i ristoratori e gli albergatori che sperano di ricavare buoni profitti dato il tradizionale desiderio delle persone di trascorrere qualche giornata serenamente e magari concedendosi qualche "trasgressione alimentare". Per tutti noi la Pasqua è una occasione di evasione dalla realtà quotidiana, ma, vista anche l’attuale congiuntura economica, bisogna trovare il modo di approfittarne senza dover subìre pesanti salassi economici. Potrebbe quindi essere utile fare attenzione alle spese seguendo alcune regole elementari che vale la pena di richiamare.

Nell’acquisto delle uova non sempre si fa caso alla qualità del cioccolato, al suo peso ed al costo unitario: la quantità di cacao è determinante per differenziare un cioccolato di pregio da uno di minore valore. Pur essendo tutti i cioccolati sicuri da un punto di vista nutrizionale, un cioccolato fondente in cui il cacao è molto superiore al 50% dovrebbe costare di più di un cioccolato al latte. Questa differenza nelle uova non sempre è così netta per cui si corre il rischio di pagare il cioccolato al latte quasi come quello fondente.

Altro elemento che caratterizza l’uovo pasquale è la sorpresa: si tratta talvolta di oggetti “made in China” di scarso valore commerciale che non dovrebbero incidere pesantemente sul costo e che invece talvolta fanno la differenza.

E’ però anche vero che non sempre i commercianti rispettano i prezzi indicati, ma fanno degli sconti che divengono notevoli con l’approssimarsi della domenica di Pasqua per poi crollare subito dopo: in pratica si finisce con il pagare non tanto l’alimento quanto l’oggetto. Una soluzione potrebbe essere quella di ricorrere alle uova prodotte artigianalmente dai pasticceri: in questo caso i costi sono analoghi, ma esiste la possibilità di scegliere l’oggetto da inserire e quindi di fare una “sorpresa” veramente gradita alla persona a cui si regala l’uovo.

Un discorso analogo si può fare con le colombe i cui costi possono variare in funzione non tanto della qualità e della sicurezza, quanto delle strategie di vendita. E’ infatti possibile trovare una colomba della stessa marca con prezzi molto diversi tra i vari punti di vendita: in alcuni casi si tratta di vendite “civetta” per indurre i consumatori a fare altri acquisti nello stesso esercizio commerciale. Bisogna soltanto evitare di “abboccare” e di limitarsi ad acquistare soltanto i prodotti i cui costi sono effettivamente convenienti.

L’agnello pasquale è una tradizione che ha radici millenarie con profondo significato simbolico. Esistono però diversi tipi di carni ovine o caprine: l’agnello da latte (abbacchio) pesa dagli otto ai dodici kg ed ha 4-5 settimane di vita; l’agnello pesante ha un peso dai 12 ai 20 kg ed ha 7-8 settimane; ci sono poi gli agnelloni che possono arrivare fino a 35 kg ed hanno fino a sei mesi, mentre sopra gli otto mesi c’è il castrato. Evidentemente i costi di produzione delle diverse tipologie di carne sono molto diversi e dovrebbero riflettersi sui costi per il consumatore finale. Attualmente parte della carne ovina in commercio è di importazione e diviene sempre più difficile per il consumatore riuscire a distinguere i diversi tipi di carne. Non si può quindi escludere che venga venduta carne di agnellone, magari importato dall’Australia, come agnello. Si tratta quindi di fare molta attenzione e confidare nella serietà dei rivenditori.

Un’ultima segnalazione riguarda la giornata di Pasquetta e la tradizionale gita “fuori porta”: se si intende andare in qualche ristorante è sempre utile prenotare in tempo chiedendo anche il menu con i relativi costi. Si tratta di una giornata particolare ed il rischio di non trovare posto all’ultimo minuto esiste, come pure esiste il rischio di trovarsi davanti ad un conto eccessivo rispetto al servizio ricevuto. Muovendosi per tempo si possono evitare brutte sorprese e soprattutto evitare che una giornata serena nelle aspettative divenga carica di tensioni.