Lunedì, 09 Febbraio 2015 14:32

A Passepartout en hiver successo tutto astigiano con Ottavio Coffano

Il teatrino di Rossana Turri Il teatrino di Rossana Turri
È  da una domanda dell’attento e curioso pubblico che ieri ha affollato la Casa del Teatro di Asti per l’appuntamento settimanale di Passepartout en Hiver, che veniamo a sapere che l’astigiano Ottavio Coffano e i sui disegni fatti in diretta a favore di telecamera sono protagonisti della docu-fiction di prossima programmazione firmata dal canale franco-tedesco Artè.
 Il tema è il ritrovamento della cosiddetta arte degenerata.

“E’ la fine del 2013 quando la cronaca mondiale parla di una storia di un tale di nome Cor­ne­lius Gur­littche ha nascosto per tutta la vita 1500 opere d’arte, parte delle quali provenienti dai sequestri nazisti (Beck­mann, Cha­gall, Dix, Klee, Ko­ko­schka, Lie­ber­mann, Kirch­ner, Marc, Ma­tisse, Nolde, Pi­casso). Hitler condannava la cosiddetta “ arte degenerata”, termine che nel contesto della Germania del regime nazista indicava quelle forme d'arte che riflettevano valori o estetiche contrarie alle concezioni naziste. Ma la scoperta e il sequestro cautelativo sono avvenuti nella primavera 2011, (n.d.r. strana coincidenza dunque il film di George Cloo­ney The Mo­nu­ments Men che è in­cen­trato pro­prio sulla que­stione delle opere scom­parse ne­gli anni trenta).

Nel frattempo altre opere riconducibili a Herr Gurlitt sono andate all'asta. Una storia con molti lati oscuri, e dalla non facile soluzione giuridica. Cornelius è il figlio del collezionista e esperto d'arte Hildebrand, molto vicino ai gerarchi nazisti, anche se era stato licenziato dalla pinacoteca di Amburgo perché aveva una nonna ebrea. Dopo la guerra fu addirittura considerato una vittima del nazismo. Comunque, il furto di opere d'arte è caduto in prescrizione da diversi decenni. Il figlio potrebbe essere perseguito per evasione fiscale. Meike Hoffmann, direttrice del centro di ricerca Entartete Kunst all'Università di Berlino è da oltre un anno al lavoro per trovare i legittimi proprietari delle opere del museo privato e illegale della famiglia Gurlitt. Alcune appartengono al museo di Dresda, altre 160, tra le quali un ritratto di una donna del maestro francese Matisse, altre ancora facevano parte della collezione di Paul Rosenberg, conservate presso una banca parigina, e scoperte e rubate dai nazisti, dopo che il proprietario si era messo in salvo negli Stati Uniti. 

Cornelius è vissuto per decenni vendendo con prudenza un quadro alla volta e in paesi diversi. Questa  storia ha una trama fittissima: per ogni opera d’arte una storia….”

 
Prima di arrivare a questa risposta Ottavio Coffano ha tenuto una lectio sulla storia dell’Arte prendendo spunto dalla modalità di  funzionamento dei neuroni a specchio: dai graffiti preistorici ai giorni nostri. Tante le domande del pubblico che hanno trovato sempre risposte puntuali esaurienti.
 
Molto apprezzato il teatrino dell’artista Rossana Turri esposto per l’occasione. Un altro successo tutto astigiano targato Passepartout en hiver.