Giovedì, 15 Gennaio 2015 09:44

Conoscere il Parkinson: il prof. Fasano incanta nella serata della Banca delle Disponibilità del Borgo San Jorio

Venerdì sera si è tenuto il terzo incontro della Banca delle Disponibilità sul tema: " Da Leonardo da Vinci a Giovanni Paolo II. Il male che fa tremare i grandi (Conoscere il Parkinson ), relatore il Prof. Mauro Fasano.

Il prof. Mauro Fasano originario di Asti, proprio del Borgo San Jorio Sacro Cuore, ha immediatamente accettato la proposta di Renato Damosso come ogni professionista appassionato del proprio lavoro e che crede nei valori di condivisione gratuita dei propri talenti, sui quali si fonda la Banca della Disponibilità.

L’argomento trattato è stato complesso ma molto interessante, perché la salute riguarda tutti noi sia direttamente, che indirettamente, per le implicazioni che una malattia tanto importante comporta per tutti coloro che vivono accanto ad un malato e per il risvolto economico che le malattie stesse comportano per la società.

Il prof. Fasano è riuscito a raccontare in modo comprensibile anche per noi profani, che la malattia di Parkinson, dovuta ad una degenerazione neuronale di una zona del cervello denominata Sostanza Nigra e che si presenta principalmente in età avanzata (quindi con il maggior invecchiamento della popolazione è destinata ad aumentare), è molto complessa da studiare, perché derivante da molteplici cause.

Cause genetiche che hanno una incidenza variabile più o meno elevata, ma che, a causa delle possibili combinazioni tra le varie mutazioni genetiche, possono comportare la comparsa della malattia anche quando l’incidenza sembrerebbe molto bassa. Cause ambientali che, sommandosi a quelle genetiche, possono provocare la malattia anche nei casi in cui la sola mutazione genetica avrebbe avuto una scarsa probabilità di manifestarsi.
Cause traumatiche che possono generare la medesima degenerazione neuronale con la comparsa della medesima sintomatologia, pur non trattandosi di una vera malattia di Parkinson.
Cause ancora non conosciute che in taluni casi determinano anche la comparsa della malattia in persone molto giovani a differenza della casistica classica.

Il manifestarsi della malattia avviene solo dopo che circa l’80% della Sostanza Nigra è stata danneggiata e questo comporta che non esistano terapie curative, bensì solo farmaci sintomatici (peraltro con notevoli effetti collaterali ed elevati costi), ed in alcuni casi la possibilità di un intervento di impianto di elettrodi nel cervello con evidenti rischi e molto invasivo.

Ciò nonostante, il prof. Fasano, con altri ricercatori, ha intrapreso una strada che potrebbe comportare speranze per il futuro, arrivando anche a registrare un brevetto internazionale: l’individuazione di una serie di marcatori che, se indagati preventivamente, possono individuare i soggetti che svilupperanno la malattia di Parkinson.

Partendo da questa base, si potrà iniziare a sperimentare cure preventive al fine di evitare l’insorgere della malattia, ma ovviamente saranno necessari finanziamenti (al momento non previsti), dedizione ed almeno due o tre generazioni per vederne i risultati.

Proprio tale aspetto mi ha fatto riflettere su quanto la vita di coloro che si dedicano alla ricerca sia davvero donata per passione, per amore dell’umanità, per il bene comune, senza avere alcuna certezza di vederne i risultati e con la speranza che qualcuno, apprezzando il loro lavoro ed impegno e guidato  non solo dall' interesse economico e dal "tutto-subito", possa investire economicamente in tali attività.

Per questo motivo voglio esprimere il mio ringraziamento a tali illustri professionisti sopraffini che ancora una volta ci ricordano quanto accanto al degrado di una parte di umanità, ci siano uomini capaci di imprese grandiose ed a questi vale la pena guardare ogni giorno per ispirarci.

Questo il commento di Ilaria Serra, studentessa di Medicina: "Non sarebbe stato difficile per il prof. Fasano garantirsi l'ovazione del suo pubblico, chiaramente digiuno di nozioni mediche di tale spessore; gli sarebbe bastato infarcirci di paroloni altisonanti e sfoggiare con orgoglio le sue vaste competenze. Eppure no, ha imboccato la via più difficile, accompagnandoci per mano nella conoscenza dei meccanismi biochimici e cellulari che si celano dietro al morbo di Parkinson, una malattia degenerativa dai contorni ancora così indefiniti per una  messa a fuoco dei migliori ricercatori."