Stampa questa pagina
Martedì, 13 Gennaio 2015 06:20

Saitta dimezza i tagli al Massaja, 5 reparti senza primario

Un dimezzamento dei tagli ai reparti dell'ospedale, rispetto a quanto preventivato in precedenza e poi un taglio di 30 posti letto da concordare con il contratto di fornitura con l'azienda sanitaria locale.
Questo per sommi capi, l'esito della concertazione con l'assessore alla Sanità Saitta e il direttore generale della sanità piemontese Fulvio Moirano dopo l'incontro di questo pomeriggio.

Si salveranno Radioterapia, Gastroenterologia, Geriatria, Medicina trasfusionale e immunoematologia (Centro trasfusionale), Chirurgia vascolare mentre sono per così dire "rimandate" Malattie Infettive e rimaranno solo i servizi di Diabetologia, Dietologia, un reparto di Medicina, Pneumologia, Dermatologia e Maxillo facciale.

"Non siamo dei barbari che vogliono distruggere la sanità pubblica - così afferma Antonino Saitta, assessore regionale alla Sanità, dopo l'incontro di oggi con i sindaci astigiani - La nostra amministrazione si è data come obiettivo quello di difendere la sanità pubblica, ma il quadro è cambiato rispetto a qualche anno fa: non ci sono più molte eccellenze a livello sanitario regionale. Sempre di più sono le persone che vanno a farsi curare fuori dalla regione Piemonte, dove c'è un offerta sanitaria troppo frammentata per diverse strutture con basse competenze scientifiche per alcune discipline, con molti reparti che fanno poca attività".

"Per questo motivo - continua Saitta - abbiamo fatto una operazione di sicurezza gerarchizzando gli ospedali, con ospedali di secondo livello, e ospedali di primo livello, e in questo quadrante il primo livello è Alessandria e il secondo livello è Asti. Abbiamo fatto uno sforzo  per portare molte specialità nel quadrante, tendendo conto di una dimensione territoriale più ampia".

"In Piemonte -  conclude l'assessore -  la Sanità costa più che nelle altre regioni del centro nord. Dobbiamo fare affidamento solo sugli 8 miliardi di euro che arrivano dallo Stato per il piano sanitario: entro il 2015 dobbiamo uscire dal commissariamento, il nostro intervento sulla rete ospedaliera risponde ad una logica di "più salute".

Per l'ospedale della Valle Belbo, invece, c'è l'impegno a completare la struttura, e tutto quello che si riuscirà a risparmiare sulla gestione delle forniture verrà riversato sull'edilizia ospedaliera.

Annunciato anche un potenziamento del piano di assistenza territoriale.

Positivo, pur con qualche ombra, il commento del sindaco Fabrizio Brignolo: "La nuova ipotesi presentata dall’assessore Saitta, dimostra che la Regione ha fatto un lavoro estremamente serio, che consente di continuare a guardare al nostro ospedale come ad una struttura strategica, sostanzialmente intermedia tra un ospedale di primo e secondo livello.
E’ anche importante l’impegno assunto, di mantenere comunque le attività e i servizi attualmente in essere, anche laddove dovessero essere perse le SOC e quindi la figura del primario.
Permangono perplessità sul fatto che all’interno del quadrante alcune SOC (ad esempio malattie infettive o dermatologia) siano previste ad Alessandria anziché ad Asti, nonostante il fatto conclamato che le nostre strutture siano migliori.
L’assicurazione data da Saitta che per queste posizioni la partita non è chiusa, ma si valuterà ancora all’interno del quadrante quale sarà la
collocazione più funzionale, è altrettanto seria e ci consente di approfondire ulteriormente il dialogo. Allo stesso modo è importante l’impegno a discutere le modalità di mantenimento dei servizi di diabetologia e dietologia nell’ ambito della revisione della rete territoriale"



Alessandro Franco