Lunedì, 29 Dicembre 2014 08:08

Biagio Riccio: “Il 2015 sarà peggio del 2014: dal Comune totale assenza di politiche economiche”

“La crisi peggiorerà nel 2015: quello che dico è nei numeri e solo un illuso potrebbe pensare che non è così – queste le parole di Biagio Riccio, presidente della Confartigianato di Asti, nel tracciare un bilancio di fine anno della sua associazione e dell'economia astigiana.
“La nostra associazione ha visto diminuire il gettito fiscale (ovvero i vari tributi che le aziende associate versavano allo Stato sotto forma di vari contributi) dai 42 milioni di euro del 2008 ai 7 milioni di euro del 2014. E' stato un crollo verticale che non ha risparmiato nessuno”.
“E' impossibile che il Governo possa dare il via a politiche occupazionali
– afferma Riccio – anche perché di lavoro non ce n'è. E in tutto questo mi chiedo dove sia il Comune, visto che dall'insediamento le politiche economiche di questa amministrazione sono del tutto inesistenti”.

Secondo Riccio, nulla è stato fatto dal primo cittadino e la sua giunta per cercare di risollevare le sorti dell'economia astigiana: “Siamo stufi del muro di gomma messo in campo da questa amministrazione – attacca Riccio – ormai i vari uffici non ti stanno neanche più a sentire. Quando veniamo a proporre qualche nuovo progetto, ci sentiamo spesso dire “ci proviamo” che in realtà è un modo per farti uscire prima dall'ufficio”.

“Il sindaco dovrebbe fare qualcosa di concreto per diminuire il peso fiscale su chi lavora, come per esempio nel caso della Tarsu che è tra le più care d'Italia. E non buttarsi a capofitto in progetti come quelli del teleriscaldamento, dove si vogliono fare i progetti con i soldi pubblici. Fin da ora invito gli astigiani a non aderire all'iniziativa: laddove è stato fatto questo tipo di impianto i cittadini sono tornati al riscaldamento autonomo con le caldaiette”.

“E' una politica solo dell'apparire – aggiunge – il sindaco vuole far pagare agli astigiani le sue mire politiche romane: di tutti i viaggi, in Iraq, in Cina, in Albania e quant'altro, sono arrivati risultati concreti per il territorio o si è trattato solo di gite di piacere?”

Le aziende artigiane, quindi, sono allo stremo: “Contro questo andazzo le associazioni di categoria devono mettersi insieme ed incominciare a denunciare le cose che non vanno alla procura. Per esempio, come mai la situazione dei campi nomadi in via Guerra non si è ancora risolta? Forse perché questa amministrazione è in mano ai soliti noti che ritengono i rom un affare? Il sindaco di Asti non ha il potere di far pagare a tutti i cittadini, in vari modi, come per esempio tramite la bolletta sui rifiuti, gli errori altrui”.

Un 2015 di pessimismo per il presidente di Confartigianato, che si sente ancora da solo a lottare contro i mulini a vento: “Forse pian piano le altre associazioni stanno capendo che è il caso di uscire dall'ombra: questa crisi morde tutti ed è importante fare delle azioni insieme. Per il resto.. il miglior auspicio per il 2015? Le dimissioni del sindaco”. 


Alessandro Franco