Giovedì, 18 Dicembre 2014 17:58

Sanità astigiana ferita: Partecipato e approfondito dibattito al Consiglio Comunale aperto

Gli astigiani non ci stanno a veder ridimensionare la struttura ospedaliera del “Cardinal Massaia”, qualificata e radicata per l’insieme dei servizi e la competenza multidisciplinare del suo personale.

Il Consiglio Comunale aperto, convocato ieri mercoledì 17 dicembre dalla Presidente Maria Ferlisi, sull’onda delle preoccupazioni insistenti di questi giorni, ribadite anche nell’affollato l’incontro con l’Ordine dei medici della sera precedente e dalla lettera augurale del Vescovo, ha ben rappresentato, condividendone le buone ragioni, che non è questione riservata alla “logica del tempo”, quella dei tagli indiscriminati  e lineari, o della difesa corporativa di una categoria di lavoratori.

E’ l’affermazione di un bene comune collettivo, la Salute e le sue anticipazioni, cioè la prevenzione e i livelli di cura, e le sue ricadute in termini di dotazioni e posti letto, e cosa non da poco, prossimità dei soccorsi e di strutture adeguate.

Tutto ha preso origine da una deliberazione regionale che reca un titolo apparentemente  tranquillizzante: “Adeguamento della rete ospedaliera agli standard della legge 135/2912 (leggi tagli consistenti dal 2012 in poi) e del Patto per la Salute 2014/2016 e linee di indirizzo per lo sviluppo della rete territoriale”. 

La sua traduzione però non scherza: meno 2000 posti letto negli ospedali piemontesi, chiusura dell’Ospedale Santo Spirito  di Nizza Monferrato con la conseguente riduzione di almeno 50 posti letto di medicina e lungodegenza. Fin qui quanto detto più esplicitamente.

Ma c’è da presumere che dietro il tecnicismo della “riduzione delle Strutture Ospedaliere Complesse (le Soc) e la cancellazione di 11 primariati ”si intraveda il ridimensionamento di servizi determinanti, come Radioterapia, Gastroenterologia, Chirurgia vascolare, Diabetologia, Geriatria e Malattie infettive.

Di sconcerto poi, e sarebbe sufficiente trascorrervi  qualche ora in reparto per coglierne lo stato di  “pressione” attuale, la situazione delle Medicine dove viene proposto un accorpamento di 200 letti in un’unica struttura a fronte della cronica mancanza di posti.

Molti e qualificati gli interventi della serata,  Brunella Cartasegna del Comitato di Cittadini a difesa del “Cardinal Massaia”, Sandro Longu dipendente Asl, dei medici ospedalieri Claudio Lanfranco (Lega Italiana lotta ai tumori), M. Luisa Amerio (Ordine dei Medici), Valerio Tomaselli (Sindacato medici ospedalieri) di Roberto Marasso (del Sindacato Medici di famiglia),  Sergio Didier della Cisl e Barbara Tinello di Cgil, di Giuseppe Barolo dell’Udc e dei Consiglieri regionali Angela Motta e Davide Bono.

Dagli interventi dell’assemblea, dei Consiglieri comunali  e del Sindaco è scaturito l’ordine del giorno, approvato unanimemente e senza distinzioni, che impegna il Sindaco “a esprimere nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale il totale dissenso verso le decisioni assunte”, senza  tralasciare “il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale avverso la delibera regionale” e la convocazione di uno spazio di discussione che accolga Ordine dei Medici, Comitati di Cittadini e Associazioni di volontariato, per ”affiancare le Istituzioni locali nella trattativa” con Regione Piemonte.

“Questa mattina ho già provveduto a prenotare all’Asp dieci pullman per andare con la cittadinanza a manifestare a Torino”, dichiara Brignolo, spiegando che “gli astigiani agiranno su tre fronti: la mobilitazione dei cittadini, la leva giudiziaria, ma soprattutto la forza della ragione.

Siamo in condizione di dimostrare, reparto per reparto, che il trasferimento ad Alessandria è impossibile o quanto meno economicamente controproducente; dimostreremo che si possono rispettare i paletti messi da Roma al quadrante Asti-Alessandria, senza togliere nulla al nostro ospedale e dando un futuro alla Valle Belbo” ha concluso il Sindaco.