Venerdì, 05 Dicembre 2014 12:01

Dopo la Settimana della Disabilità, a gennaio un focus con la scuola

Non nascondere i propri problemi, occorre affrontarli. Come si è si è! “.

Fa compagnia così il realismo di Martina, 12 anni, in questo fine settimana che la Città di Asti dedica ai diritti delle persone disabili, il 3 dicembre era la Giornata internazionale, per prenderne più coscienza e dei molti significati che questo comporta. Abbiamo conosciuto Martina nel corso del forum con gli studenti delle medie dopo la proiezione del bellissimo “Rosso come il cielo”, dove un bambino, non vedente per una fatalità, mostra con ostinazione e genio che nulla è impossibile. Libertà e felicità sono uno sguardo che nessuno può sottrarti.

E “come si è, si è” non è una sentenza, se ognuno fa la sua parte. Su questo hanno messo pensieri le Associazioni e gli educatori delle Politiche Sociali e dell’Istruzione con un lavoro di ideazione che si è rivelato fruttuoso, visti i risultati.

Si sono utilizzati linguaggi diversi, la rassegna di film Diverso da chi? alla Casa del Teatro di via Goltieri e con le scuole, lo spettacolo teatrale “Il Congresso” dell’associazione Terapia d’arte e il “Concerto per il futuro” con La Locanda delle Fate al Piccolo Teatro Giraudi. E poi tre occasioni, per dare alle parole, sovente “martellate” come chiodi, per fissare concetti che non si possono appendere, una sostanza e una proiezione, di ricerca e di sentieri possibili, da percorrere.

Di Inclusione si è parlato al Convegno, svoltosi al Polo Universitario di piazzale De Andrè mercoledì pomeriggio, confrontandosi sulle “buone prassi” che il “sociale”, la Scuola con le Associazioni di tutela hanno messo in campo. Entrambi questi mondi ne hanno reso partecipi la folta platea, oltre un centinaio di presenze molto qualificate, la conduzione solerte di Vincenzo Soverino, vice presidente nazionale Aisla, con una diretta intensa, “calda”, ricca di spunti, difficilmente riassumibili, che verranno certamente ripresi in uno specifico “focus scuola“ che si attiverà a gennaio.

Di Sentimenti ed Emozioni, spesso “imprigionate” dentro un corpo o impossibili a dirsi si è comunicato giovedì 4 dicembre all’Enofila, con gli atelier rivolti agli oltre 160 studenti partecipanti, degli Istituti Andriano di Castelnuovo don Bosco, Monti, Giobert, Liceo Classico Alfieri di Asti. Con loro, comunicare ha voluto dire stare al gioco, in un inedito allestimento di immagini, scritte, oggetti, incontri, con Dario Cirelli, Angelo Sillano, Renato Vergano, Anna Maria Vurchio, Fernanda Aggio, di narrazioni con Giancarlo Gamba, Cristina Tagliareni e Riccardo Cantin e “la vera bellezza”, di performances con Carlo Satragni e “le sue tre vite”, Alessio Bertoli e il suo “guardo per immagini”, Aldo Delaude e la lettura “in gabbia” di “Sono Daun Io” di Francesco Di Dio, Renata Sorba e il suo “chiudi gli occhi e inizia a vedere”. Una citazione in più per gli studenti di quarta e le loro docenti, del corso Servizi socio educativi dell’Istituto Andriano di Castelnuovo don Bosco impegnati a raccogliere le impressioni finali, e a Simona Catalano e i suoi studenti della Fondazione Casa di Carità, in maglietta da urlo “il confine è l/abile”, con “il laboratorio degli occhiali spiazzanti” per apprezzare i reperti del loro “museo menti aperte”. Da vedere.

Molti modi quindi, riusciti, per intendere quel “Che cosa non sai di me che ti voglio dire“, che titolava gli atelier, per una ritrovata accoglienza del valore dell’ascolto e del meglio che c’è in ogni individuo.

Poi, sabato 6 dicembre, una tale Solidarietà, il mercatino delle scuole astigiane, nello Spazio Enofila dalle 10.30 alle 18.30, farà incontrare classi e persone con una ricca sceneggiatura di banchetti allestiti e di animazioni a fare il clima della festa. Ma di inedito in questa dodicesima edizione dell’iniziativa del Servizio Istruzione sarà la collaborazione tra le Associazioni e le scuole dei Circoli didattici, il Grillo parlante, Regina Margherita e Mazzarello, nella preparazione degli oggetti presenti sulla trentina di bancarelle messe a disposizione dalla Camera di Commercio.  

Hanno partecipato alle varie fasi di allestimento di "Che cosa non sai di me che ti voglio dire" le Associazioni di volontariato: Ama (A. Missione Autismo), Autoaiuto, Aism (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), Apri (A. Proretinopatici e Ipovedenti), Apa (A. Parkinsoniani), Auser, Anffas (A. Nazionale persone con disabilità intellettive e relazionali), Cepim (Centro Piccoli Down), Arcobaleno, Aisla (A. Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), Ens (Ente nazionale sordomuti), Uic (Unione Italiana Ciechi), Associazione Alzheimer, il Gruppo Sportivo Pegaso, Sindorme dell’XFragile,Telethon, l’Istituto Casa di Carità Arti e Mestieri, le Case del Teatro, l’Ufficio Scolastico Territoriale, Asti Studi Superiori, il Servizio di Educativa Territoriale Disabilità del Comune di Asti, il Centro Servizi del Volontariato.

Ora cala il sipario di questa Settimana dedicata alla disabilità, con una somma di piste e di intuizioni di lavoro, ma soprattutto di collaborazioni, perché, ricorda sempre Martina, “Gli amici sono tutti diversi ma anche tutti uguali”. E, quando ci sono, ci sono.