Giovedì, 04 Dicembre 2014 12:28

Le osservazioni di Anna Bosia, Consigliere Comunale di Uniti per Asti, sul teleriscaldamento

La delibera di Giunta n 518 del 19/11/2014  che ha per oggetto “Servizio di teleriscaldamento. Provvedimenti”, rappresenta una delle scelte più impegnative per la città, con ricadute che vanno molto oltre la durata dell’attuale amministrazione.


Per l’approvazione di un atto così rilevante, colpisce il fatto che erano assenti ben 4 assessori su 8.

Con questa delibera, molto corposa e di difficile lettura, la giunta avvia le procedure per la realizzazione di una rete di teleriscaldamento diffusa in tutta la città e dotata di un’unica centrale termica. Si tratta di  un sistema che consente di distribuire calore attraverso una rete interrata di tubazioni in cui scorre acqua riscaldata, con conseguente  diminuzione dell'inquinamento e con costi teoricamente più contenuti per l’utente rispetto alla caldaia condominiale.

Tralasciamo le analisi sui veri benefici per gli utenti: esiste una vasta e consultabile letteratura sul tema.  Ignoriamo anche i seri rischi di ricorso che può comportare la scelta di fare realizzare i  lavori ad ASP senza ricorrere ad una gara. Soffermiamoci invece su alcuni punti salienti della delibera, nelle cui premesse è contenuto un lungo elenco di controindicazioni quali: i lunghi tempi di recupero dell’ingente investimento, i costi dell'energia venduta che possono essere più elevati rispetto ad altre fonti, l'allacciamento al teleriscaldamento può comportare inoltre la sottoscrizione di contratti vincolanti con gestori in regime di monopolio e con tariffe non regolamentate con conseguente sconvenienza economica per l'utilizzatore, la dispersione termica nei circuiti di distribuzione.   

La DGM evidenzia inoltre come ad Asti sia stata operata la metanizzazione del territorio e le caldaie condominiali siano ormai adeguate, anche con impianti a condensazione, per aumentare l’efficienza termica e diminuire l'inquinamento. Per ultimo si prevedono per alcuni anni inevitabili disagi alla viabilità dovuti alla realizzazione della rete.

Si tratta di premesse piuttosto sfavorevoli verso la scelta operata e che, combinazione, coincidono con le considerazioni negative espresse di  recente dalla Confartigianato di Asti.

Ma quel che più ci preoccupa, tra gli aspetti valutati dalla DGM, è quello relativo all'emissioni di rumore e di fumi in atmosfera, dove si sottolinea che ... “ il rischio che si correrebbe con la centrale di teleriscaldamento sarebbe quello di inquinare di più, ma in maniera concentrata ”..., il che tuttavia sarebbe ancora ammissibile con una centrale posizionata in una zona industriale o già compromessa. Quello che ci ha lasciato stupefatti è stato invece constatare che l’ubicazione della centrale è prevista nell’area dell’ospedale Massaia : scelta a nostro avviso inconcepibile, anche se si adottassero tutte le più avanzate tecnologie ed i migliori sistemi di controllo delle emissioni acustiche e di inquinanti atmosferici.

L’area dell’ospedale e le sue vicinanze devono essere considerati luoghi da proteggere per garantire le migliori condizioni ambientali a contorno. Collocare lì una centrale di teleriscaldamento (quanto grande? con che camini? con quale impatto?)  ci pare assolutamente inopportuno.

Altre perplessità si sollevano dalla lettura del progetto allegato alla delibera: un crono programma indica che ad ottobre si doveva stipulare un accordo con l’ASL per la collocazione della centrale sul sito dell'ospedale.

Perché non viene allegato al provvedimento?. Se in questo accordo interviene anche il Comune, la relativa convenzione non dovrebbe essere oggetto di delibera di Consiglio Comunale, che invece non è stato neanche interpellato? Leggendo il Business Plan dello stesso progetto, paiono già concordate con l’ASL le tariffe di vendita del calore: anche queste sono state oggetto dell’accordo citato?

Speriamo vivamente che quello allegato sia  un progetto di massima ancora passibile di modifiche e miglioramenti, specialmente per quanto riguarda la collocazione della centrale e speriamo di avere al più presto tutti i chiarimenti necessari riguardo le intese sottoscritte con l’ASL.  
A tale proposito Uniti per Asti sta per presentare un’interpellanza al Sindaco per fare chiarezza sui tanti interrogativi.

Infine, naturalmente è una pura coincidenza, occorre rilevare che in meno di un mese, la Regione decide il declassamento nei fatti del Cardinal Massaia ed il Comune decide di piazzarci nel cortile una mega  centrale termica: non sembra la mossa migliore per difendere il nostro ospedale.