Lunedì, 01 Dicembre 2014 07:35

La Coldiretti presenta un bilancio dell'annata agraria in chiaroscuro

Due importanti eventi la scorsa settimana per la Coldiretti di Asti: mercoledì scorso si è infatti tenuto il consuntivo dell'annata agraria 2013/2014, mentre giovedì 27 novembre c'è stata la tredicesima edizione dell'Anteprima della Barbera d'Asti Docg.
Il settore agricolo in provincia di Asti non è in contrazione, ma in espansione: aumentano gli occupati in agricoltura, da 10.880 del 2013 a 11.140, ai quali bisogna aggiungere le prestazioni effettuate dalle numerose cooperative di manodopera agricola sorte in questi ultimi anni e le ore di lavoro impiegate con i cosiddetti voucher durante la raccolta. Un risultato a due facce, perchè se sa una parte il settore occupazionale può gioire, dall'altra, causa l'andamento climatico sfavorevole e la congiuntura economica negativa, l'annata non può considerarsi delle più felici.

E' diminuita la produzione vinicola, da 980 mila ettolitri a 850 mila, così come il numero degli animali allevati, per i bovini si è passati da 44.089 del 2013 a 43.162 capi. E' anche diminuito il valore del frumento, passato da 198 euro alla tonnellata a 183, come quello del mais da 195 a 156”.

Nonostante i valori generalmente negativi, grazie ad alcuni progetti di filiera realizzati da Coldiretti Asti, per alcune imprese agricole l'annata è stata più proficua. E' il caso di chi ha aderito al “Progetto Vino”, dove alcuni viticoltori hanno comunque ottenuto mediamente 85 euro al quintale dalle loro uve barbera, alcuni con punte attorno ai 100 euro, praticamente triplicandone il valore rispetto alla vendemmia 2010.

Con il “Progetto Grano di Qualità”, cento cerealicoltori hanno ottenuto mediamente 20 € al quintale dal grano tenero, praticamente 2/3 euro in più rispetto ai mercati. Anche il “Progetto Orticolo” ha garantito il ritiro di circa 7 mila quintali di prodotto dalla “F.lli Saclà”. Tutti esempi di come il progetto nazionale Coldiretti di “Una filiera agricola tutta italiana”, calato sulla nostra realtà provinciale, abbia saputo dare buoni frutti.

“Praticamente è in atto – ha sottolineato Roberto Cabiale, presidente di Coldiretti Asti – una sorta di “ricomposizione fondiaria” dove le imprese agricole diminuiscono, ma aumentano di superficie e impiegano più lavoratori. Nel solo settore zootecnico abbiamo inoltre contato 49 imprese agricole che in questi ultimi anni hanno trasformato la loro attività in agrimacelleria, agrisalumeria o agrilatteria, passando dalla produzione, alla trasformazione e quindi alla vendita ai consumatori direttamente in azienda. Questo vuol dire che siamo in presenza di un settore dinamico, innovativo e in continua trasformazione che non si ferma di fronte alle difficoltà, ma che anzi sa andare a cercare e creare maggiore valore aggiunto”.

Per quanto riguarda la Barbera d'Asti Docg, presentata giovedì sera, invece, l'annata 2014 tende all'eccellenza. E' quanto emerso ieri sera, giovedì 27 novembre, nel corso della tredicesima edizione dell'Anteprima della Barbera d'Asti Docg organizzata da Coldiretti al Palazzo Enofila di Asti.

“Dopo tanti anni di “Anteprima Barbera” - ha sottolineato il professor Vincenzo Gerbi dell'Università di Torino, uno dei maggiori esperti mondiali in campo enologico – aspettavo con impazienza l'esito di questa annata per poter annunciare, contro le previsioni dei più, di come la produzione 2014 possa annoverarsi fra le migliori dal punto di vista qualitativo. L'andamento climatico stagionale aveva fatto pensare al peggio, ma la perizia dei viticoltori e l'abilità dei vignaioli invece hanno fatto sì che anche quest'anno avremo eccellenti Barbera d'Asti”.

Un giudizio lusinghiero, sentenziato dopo una degustazione da record: 18 campioni di Barbera d'Asti Docg, più uno della nuovissima denominazione “Nizza”. I campioni di vino presi in esame, rigorosamente anonimi col la sola indicazione della zona di provenienza, sono stati prima valutati dal punto di vista analitico.