Mercoledì, 26 Novembre 2014 14:08

Il Consiglio Comunale di Asti e la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

Riceviamo e pubblichiamo l'ordine del giorno del Consiglio Comunale, firmato da tutti i consiglieri presenti e votato all'unanimità 28 consiglieri su 28, sulla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Il Consiglio Comunale riunito il 25 novembre 2014 considerato che - di fronte a tutte le donne vittime di violenze, spesso compiute in nome di un sedicente amore, la politica non può tacere; - questi delitti attraversano tutte le classi sociali e hanno insanguinato con un'efferata crudeltà anche il nostro territorio; - nel corso del 2013 le statistiche ci hanno detto che ogni 2 giorni una donna è stata uccisa da un uomo che spesso diceva di amarla.

Atteso che - non si può prescindere dal fatto che la responsabilità è individuale e appartiene quindi a uomini che non riescono a sopportare la frustrazione della separazione o di una negazione, la vivono come una sconfitta personale, un fallimento della propria immagine maschile e alle volte addirittura si danno o tentano di darsi la morte in un tragico desiderio di rifiuto della vita, nell'assoluta negazione di una esistenza da vivere nella speranza e nella progettualità;

- è anche vero che persiste una cultura in cui la donna è vista come oggetto di desiderio, di piacere e non come persona portatrice a sua volta di desideri, di diritti/doveri, tra cui quello di poter scegliere liberamente chi amare e con chi condividere la propria sessualità; - è altrettanto indiscutibile che spesso le donne usano il proprio corpo come un oggetto, avendo introiettato un modello di donna adeguato a desideri maschili, veicolato dalle immagini comunicate dai mass media; osservato che: - le donne di questo Paese, in anni di lotta, impegno e sacrifici, hanno cercato di coniugare il mondo degli affetti e della famiglia con un nuovo ruolo sociale e politico.

Il cammino è stato lungo e complesso: a partire dal diritto al voto (1945); all'accesso a tutte le professioni, compresa quella di magistrato (1963); all'assunzione di un nuovo ruolo nella famiglia (legge sul divorzio 1970; diritto di famiglia 1975; per una procreazione responsabile 1978); - soltanto nel 1981 viene abolito il delitto d'onore; e lo stupro è diventato reato contro la persona e non più contro la morale solo nel 1996; - questi diritti, faticosamente conquistati, hanno consentito alla donna di praticare un ruolo nuovo sia in famiglia che nella società, ruolo che spesso è stato vissuto da alcuni uomini in forma competitiva e ha generato sentimenti di paura verso persone non più controllabili secondo parametri iscritti in una società che era, e per certi versi rimane, connotata al maschile;

Il Consiglio Comunale invita la Giunta - a dare spazio a iniziative mirate alla riflessione e a pratiche costruttive tra i generi, soprattutto rivolte verso i giovani e le famiglie di ogni cultura, presenti nel nostro paese, riconoscendo il ruolo fondamentale della scuola e della famiglia come palestre di pratiche democratiche; - a proporre modelli culturali mirati a una vita piena e responsabile. Amare non è possedere: perché l'amore è rispetto dell'altro nella libera e indipendente affermazione di sé; - a costruire processi di conoscenza, di rispetto reciproco, di integrazione, e di osservanza delle leggi italiane verso cittadini provenienti da culture diverse; - a sostenere i progetti degli Enti ed Associazioni finalizzati a contrastare la violenza sulle donne.