Domenica, 30 Novembre 2014 08:03

Morte da incidente stradale: risarcimento anche per la fidanzata non convivente

Un'importante sentenza della Cassazione rileva il diritto al risarcimento del danno per tutti i “prossimi congiunti” che dimostrino un legame affettivo stabile e duraturo con la vittima di un illecito come un sinistro.

 Il principio stabilito dai giudici della Corte di Cassazione è che chiunque dimostri una legame affettivo stabile e duraturo debba ottenere il risarcimento dei danno subito in conseguenza della morte del proprio “caro” a causa di un sinistro stradale perché per "prossimi congiunti" della vittima primaria, danneggiati in un loro diritto, devono intendersi tutti coloro che avevano con lei un saldo e duraturo legame affettivo a prescindere dall'esistenza di rapporti di parentela o affinità giuridicamente riconosciuti.

Il caso prende spunto dalla sentenza del 08/10/2012 della Corte di Appello di Milano, che condannava un imputato del reato di omicidio colposo, per avere cagionato, per colpa consistita nella violazione delle norme del codice della strada, la morte di un pedone e rideterminava l’ammontare della somma liquidata, a titolo di risarcimento, in favore della parte civile costituita.

Contro la sentenza del Giudice di secondo grado ricorreva il responsabile civile, cioè il soggetto tenuto a pagare il risarcimento. I giudici di Piazza Cavour, invece, hanno sottolineato nella sentenza che ha titolo per ottenere un risarcimento chiunque dimostri di avere avuto un rapporto stabile e duraturo con la vittima dell'incidente e che, quindi, può vantare un autonomo diritto in virtù di questo rapporto, che va tutelato e riconosciuto.