Mercoledì, 12 Novembre 2014 14:55

Fuori dal fango! Stati Generali contro il dissesto idrogeologico

L’assessore ai Trasporti, Infrastrutture, Opere Pubbliche e Difesa del Suolo, della regione Piemonte Francesco Balocco è intervenuto ieri nel corso dell’incontro Fuori dal fango! Gli stati generali contro il dissesto idrogeologico che si è svolto a Roma e promosso dalla Struttura di Missione Italiasicura contro il dissesto Idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, voluta dal Governo e guidata da Erasmo D’Angelis.
Il piano del governo prevede cinque miliardi dai fondi strutturali Ue e due dal cofinanziamento delle Regioni. Sette miliardi in sette anni da suddividere sul territorio nazionale.

Balocco è stato incaricato di illustrare la posizione delle regioni emersa nella riunione che si è tenuta il giorno precedente.

“Occorre coordinare gli interventi - ha affermato nel suo intervento Balocco- e fare in modo che nei confronti di Bruxelles ci sia un unico interlocutore che funga da catalizzatore dei vari progetti e presenti un piano organico e coerente. E’ fondamentale indicare un modello che preveda nuove normative, procedure più snelle e strumenti per eliminare ritardi, inerzie e incuria e dare concretezza all’opera pubblica prioritaria: la prevenzione e la riduzione del rischio idrogeologico, anche attraverso l’attribuzione di poteri più ampi presidenti-commissari regionali”.
 
Saranno convocati a breve gli Stati generali contro il dissesto idrogeologico della regione Piemonte.

L'iniziativa avrà lo scopo di riunire in un unico percorso tutti gli enti, le amministrazioni e le associazioni impegnate nella mitigazione del rischio rappresentato da frane e alluvioni. Regione, Protezione Civile, Autorità di bacino. AIPO, Comuni e volontari di protezione civile contribuiranno, in tempi rapidi, all’elaborazione dei progetti riguardanti il nostro territorio che saranno inseriti nella programmazione settennale prevista dal governo, partendo dai numerosi progetti già esistenti, ma che non sono stati finanziati per mancanza di fondi.
 
“È necessario anche un cambio di mentalità e di approccio complessivo - ha dichiarato Balocco-. La realizzazione di argini non sempre si è rivelata la soluzione migliore perché, se risolve il problema in un determinato punto, magari lo sposta un po’ più a valle. Occorre intervenire con nuove modalità di pulizia e assetto degli alvei dei fiumi e, in casi estremi, valutare l’opportunità di riallocare strutture abitative a rischio”.