Martedì, 14 Ottobre 2014 10:10

Successo per la giornata della carne della CIA “Piemontese? Sì grazie!” a Repergo

Da sinistra: Franco Serra, Paolo Monticone, Gabriele Carenini, Calabrese, Paolo Ghi e Alessandro Durando Da sinistra: Franco Serra, Paolo Monticone, Gabriele Carenini, Calabrese, Paolo Ghi e Alessandro Durando
Ancora una volta la giornata di conoscenza e promozione della carne bovina piemontese organizzata dall’Isola della Carne di Repergo ha fatto registrare, domenica 12 Ottobre, uno straordinario successo di pubblico.
Sono stati oltre mille le persone che, durante la giornata, hanno visitato l'azienda, associata CIA, e circa seicento partecipanti al Pranzo in cascina a base di piatti tipici in cui la carne l’ha fatta veramente da padrona.

Organizzata dall’azienda della famiglia Capra, in collaborazione con il Cipa-at Piemonte e la Cia di Asti, “Piemontese? Sì, grazie!” ha avuto un momento di forte interesse quando, in mattinata, il prof. Giorgio Calabrese, noto nutrizionista e docente universitario, si è trovato a dialogare, ”Di cotte e di Crude”, con Paolo Ghi, storico cuoco-docente della Scuola Alberghiera di Agliano Terme, non solo sui valori nutrizionali della carne bovina, in particolare quella di razza piemontese, ma anche sui sistemi di cottura che tali valori mantengono garantendo gusto e digeribilità al cosiddetto prodotto finito.

Non solo dunque si è parlato del “grasso buono” della carne bovina piemontese o del suo basso tasso di colesterolo, ma anche di come si cucina correttamente, scegliendo i pezzi più appropriati anche tra quelli meno noti ed utilizzati, un buon arrosto, un grande bollito, una apparentemente semplice fettina.

La mattinata, aperta dall’intervento del presidente provinciale della Cia, Alessandro Durando, che ha indicato nell’Isola della Carne un modello per i suoi principi produttivi che fanno riferimento alla tutela del territorio, al benessere animale, all’alimentazione naturale, è poi proseguita con i saluti del presidente del Cipa.at Piemonte, Gabriele Carenini, del presidente dell’Associazione provinciale Allevatori, Franco Serra e dell’assessore all’agricoltura del Comune di Isola d’Asti, Andrea Torchio.

Interventi brevi ma ricchi di proposte e suggerimenti riguardanti la difesa della zootecnia da un mercato che tende a strangolare piuttosto che a sviluppare, la necessità di iniziative ad ampio respiro per contrastare la demonizzazione della carne bovina, la valorizzazione degli usi tradizionali di consumo, sovente interpretati nel peggiore dei modi da una sempre più diffusa informazione di basso profilo che arriva soprattutto da tv e web.

La mattinata, a cui erano presenti l’assessore regionale all’agricoltura Giorgio Ferrero, il presidente regionale della Cia, Lodovico Actis Perinetto, il responsabile dell’Ufficio agricoltura della Provincia, Paolo Guercio ed il direttore dell’APA, Tiziano  Valperga, si è conclusa con un breve intervento del gastronomo Giancarlo Sattanino che, nel giorno anniversario della scoperta dell’America, ha ricordato di quali sapori aggiuntivi e complementari abbia fruito la carna bovina, proprio grazie agli alimenti importati dal “nuovo mondo”, come patate, pomodori, peperoni, zucche e, udite udite, persino i topinambour.

A chiudere l’incontro è stato il presidente nazionale della Confederazione italiana agricoltori, Dino Scanavino, che sottolineando l’importanza, economica e sociale, del comparto agricolo in un momento di crisi e confusione come quello attuale, ha anche brevemente illustrato la recente iniziativa della Cia che, sotto il titolo di “Il territorio come destino”, vuole coinvolgere tutti gli organi decisionali del paese nell’opera di sostegno alla difesa del territorio e dei suoi prodotti, siano essi a km. 0, a filiera corta od filiera lunga, tutti però rispettosi del benessere di chi li produce e chi li consuma.