Lunedì, 13 Ottobre 2014 16:36

Effetti positivi del monitoraggio sulle spese dei Gruppi Regionali Piemontesi

Nella scorsa legislatura il Consiglio regionale del Piemonte, unico in Italia, ha abolito con un'apposita legge il contributo economico annuale per il funzionamento dei gruppi.
Gli effetti positivi della decisione sono visibili già oggi, a pochi mesi dall'insediamento del nuovo Consiglio: la spesa media di questo primo trimestre per ciascun consigliere si è attestata intorno ai 145 euro su un budget disponibile nei dodici mesi di 7mila 500.

Le formazioni nel loro complesso hanno inoltrato richieste per beni e servizi pari a un importo di poco superiore ai 7mila euro.

Le tabelle con i dati nel dettaglio, aggiornati al 10 ottobre 2014, saranno portate per l’approvazione nella prossima seduta dell’Ufficio di presidenza, dopo di che verranno rese disponibili on line sul sito del Consiglio, come stabilito da un ordine del giorno votato all’unanimità nella seduta dello scorso 30 settembre.

“Quando a luglio ci siamo trovati a dover attuare la nuova normativa e intraprendere una strada mai percorsa, abbiamo potuto solamente fare appello a criteri generali di buon senso, sapendo di dover coniugare il rispetto assoluto della legge con il fine ultimo di mettere i gruppi nelle migliori condizioni di lavoro possibili”, spiega il presidente del Consiglio Mauro Laus.

Per raggiungere il giusto equilibrio tra rigore e funzionalità, gli uffici hanno dovuto determinare voce per voce quali beni e quali servizi ammettere dopo l’avvicendamento tra Consiglio e singoli gruppi nel ruolo di soggetto pagatore.

Ad oggi la maggior voce di spesa riguarda quella per cancelleria e toner (40%), seguita da quella per acquisto giornali, libri e riviste (30%) e da quella per stampe e fotocopie (22%).
In questi dati la telefonia fissa non è ancora compresa, perché il Consiglio si sta dotando di un nuovo sistema di rilevazione dei consumi in tempo reale.

“Se l'andamento di questi primi mesi fosse confermato – conclude Laus - credo riusciremmo ad avanzare risorse anche rispetto al tetto massimo che era già stato ridotto del 13 per cento rispetto al massimale indicato dal decreto di spending review”.