Stampa questa pagina
Lunedì, 13 Ottobre 2014 13:24

Crisi nel settore del mais. Coinvolti centinaia di cerealicoltori astigiani

Nella foto, Enrico Masengo Nella foto, Enrico Masengo

Energia a costi salati, problemi di logistica e stoccaggio, perdite finanziarie per gli agricoltori e rischio di abbandono dei terreni coltivati meno vocati che sono anche quelli più a rischio di dissesto idrogeologico. È un orizzonte cupo quello che caratterizza la raccolta del mais nell’Astigiano.

 Ne dà conto Enrico Masenga, agronomo e tecnico di zona di Confagricoltura Asti che spiega: «È iniziata la raccolta del mais, le produzioni nella maggior parte dei casi sono ottime, ma il mercato ha risposto nel peggiore dei modi. A fronte di un aumento delle produzioni di mais verde del 20% il calo del prezzo della granella verde è del 30%, con una perdita netta per l'agricoltore del 10%».

Ma non è l’unico problema che affigge il comparto. Ai contraccolpi del mercato si aggiungono i tagli, decisi per il secondo anno consecutivo, delle assegnazioni di carburante agricolo per l'essicazione del mais.«Il risultato – dice Masenga - è che i cerealicoltori che seguiamo non hanno il gasolio sufficiente per essiccare il proprio prodotto e sono costretti a svenderlo verde per di più in un annata in cui, a causa delle discrete produzioni del grano, i silos degli stoccatori sono ancora pieni di frumento».

Ed è proprio la forte richiesta di spazi per lo stoccaggio del mais che contribuisce a deprimere anche il prezzo del frumento. Gli stoccatori infatti si trovano costretti a svendere il grano per far posto al mais.

«In una situazione di questo tipo – afferma Luisella Torchio, vicedirettore di Confagricoltura per il settore tecnico – è indispensabile concedere un supplemento di gasolio agevolato per l'essiccazione che sia almeno pari alla maggior produzione di mais e alle assegnazioni decurtate negli anni. Inoltre – aggiunge – i parametri che consentono le agevolazioni sono vecchi e non aggiornati alle attuali esigenze delle imprese agricole. Quello che sta accadendo per il mais ne è una dimostrazione eclatante».

Confagricoltura Asti auspica un intervento da parte delle Settore Agricoltura della Provincia. «Darebbe un po’ di fiato sia agli agricoltori sia agli stoccatori i quali, in caso contrario, si vedranno costretti a svendere il frumento per fare spazio al mais». Inoltre la filiera deve cercare di fare il possibile per ridurre i costi di logistica e pagare i cereali agli agricoltori ad un prezzo tale da garantire almeno la copertura delle spese di coltivazione.«A questo livello di prezzi – annota Masenga - la maggior parte delle aziende agricole è in perdita. Molti agricoltori stanno valutando se seminare ancora o lasciare i terreni a riposo. Prevediamo per il prossimo anno l'abbandono dei terreni marginali per la cui coltivazione non si coprono neppure le spese, ma anche molti dei terreni non marginali sono a rischio abbandono visto che gli agricoltori non avranno la liquidità per acquistare sementi e concimi».