Giovedì, 09 Ottobre 2014 16:10

Commissioni II e V della Regione: riflettori puntati sulle bonifiche ambientali in Piemonte

Sono 1.476 i siti in Piemonte inseriti nell’anagrafe italiana delle aree contaminate e compromesse dal punto di vista ambientale. Oltre 770 sono interessati da interventi di bonifica in corso. 
È quanto emerso nel corso dei lavori delle Commissioni II (presieduta da Nadia Conticelli del Pd ) e V (presidente Silvana Accossato, Pd), riunitesi in seduta congiunta per ascoltare l’informativa dell’assessore regionale all’ambiente Alberto Valmaggia in merito alle aree inquinate e ai processi delle bonifiche in Piemonte. 
 
Allo stato attuale sono cinque i siti di interesse nazionale: Acna Valle Bormida (oltre al Savonese, interessa le province di Alessandria, Asti e Cuneo), Serravalle Scrivia (Al) con l’Ecolibarna, Casale Monferrato (Al) e Balangero (To) con l’amianto e Pieve Vergonte (Vb) con lo storico stabilimento chimico. 
 
Tra i siti declassati ed esclusi dal Programma nazionale c’è quello Basse di Stura nel comune di Torino. Nel corso dell’audizione Valmaggia, parlando del piano di risanamento dall’amianto di Casale Monferrato e delle zone limitrofe, ha sottolineato lo stanziamento di ulteriori 3 milioni avvenuto parte del governo nazionale. 
Nel Monferrato i comuni coinvolti nell’emergenza sono una cinquantina: la problematiche più urgenti riguardano la possibilità di utilizzare tutto il denaro dedicato proprio all’emergenza ambientale e sanitaria in materia di bonifiche dall’amianto. 
 
Lo stesso Valmaggia ha ribadito che la Regione continua a seguire la situazione attraverso il Comitato di indirizzo che è già convocato per la metà di ottobre. Permane il problema che il comune di Casale Monferrato non può spendere i soldi assegnatigli per le bonifiche al di fuori del Patto di stabilità, questione che è stata fatta presente al governo. 
Riguardo all’Acna, la Regione nell’ambito dell’iniziativa proposta dal Ministero dell’Ambiente per giungere ad una soluzione transativa della causa pendente davanti al Tribunale civile di Genova nei confronti della Syndial Spa, ha individuato, in linea con gli orientamenti dell’Unione europea sul danno ambientale, le misure di riparazione complementari e compensative del danno ambientale causato dall’Acna di Cengio. 
 
L’assessore Valmaggia lo ha anche puntualizzato ai sindaci dei paesi interessati e agli allora presidenti delle Province di Alessandria, Cuneo e Asti, convocati lo scorso 19 luglio a Cortemilia (Cn) per un incontro informativo sul lavoro svolto finora dalla Regione, che ha aderito alla proposta del Ministero, fornendogli il supporto tecnico per l’individuazione delle misure di risarcimento.