Giovedì, 02 Ottobre 2014 13:01

La pena detentiva per la rieducazione dell'individuo: le iniziative in Piemonte

Eventi nazionali e regionali della comunità penitenziaria piemontese, per costruire sempre più le relazioni tra la comunità esterna e quella dentro le mura, coinvolgendo anche il mondo delle imprese. 

È stato questo il tema della conferenza stampa tenutasi il 2 ottobre 2014 a Palazzo Lascaris e promossa da Bruno Mellano, Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, con il presidente del Consiglio regionale del Piemonte Mauro Laus. 
Sono intervenuti Claudio Sarzotti dell’associazione “Antigone”, Elena Saglietti per “Vale la pena” e Dino Tessa della fondazione “Casa di carità arti e mestieri”. 
“Possiamo dire che il Piemonte è a pieno titolo un esempio da seguire nella gestione delle attività in carcere a favore del recupero dei detenuti: il Consiglio regionale ci ha creduto e continua a crederci, ponendosi come meta la valorizzazione dei progetti che sin qui hanno funzionato e contribuendo alla diffusione delle buone pratiche. Il Piemonte inoltre, può contare su un garante dei detenuti e questa non è una figura solamente simbolica, ma una realtà operativa grazie alla quale abbiamo l’ambizione di tenere la luce sempre accesa sulle condizioni di vita nelle nostre carceri e al tempo stesso su come in esse trovi sostanza il principio rieducativo della pena”, ha sottolineato Laus. 
Nell’occasione sono stati presentati quattro progetti, che vedranno l’organizzazione di una serie di iniziative per tutto il mese di ottobre. 

Lo scorso luglio, per la prima volta, sono stati resi pubblicati online i dati ufficiali del Ministero di Giustizia sulla popolazione detenuta del nostro paese: dalle statistiche si apprende che la comunità penitenziaria piemontese ha un’occasione più unica che rara da cogliere. I dati rivelano infatti che in Piemonte (con il Trentino, la Valle d’Aosta, la Sardegna e la Calabria) lo storico sovraffollamento delle strutture detentive è stato per ora superato. La rilevazione del 30 settembre segnala che, a fronte di una capienza regolamentare delle 13 carceri piemontesi fissata in 3.833 posti (a cui sottrarre 167 posti temporaneamente non usufruibili), la presenza effettiva registrata era di 3.551 detenuti, dunque - per la prima volta da anni - inferiore ai 3.666 posti al momento realmente disponibili. 
“In Piemonte, le istituzioni e la società civile, possono approfittare dunque di un’opportunità che altri non hanno: con carceri tornate ‘regolamentari’ per numero di detenuti ospitati, si può, e quindi si deve, rilanciare ed approfondire una collaborazione mirata a rendere la pena detentiva, laddove necessaria, utile ed efficace”, ha concluso Mellano