Martedì, 30 Settembre 2014 10:52

Il Coro Haec Dies di Alba applaudito a Viatosto

Domenica 28 settembre pubblico di appassionati del canto gregoriano per il terzo appuntamento della rassegna “InCanto Sacro 2014” tenutosi alle 21 nella suggestiva antica parrocchiale di Viatosto in Asti. 
Prestigioso ospite della serata il coro di Alba “Haec Dies” attivo dal 2009 e diretto dal titolato M° Ezio Aimasso nativo di Guarene in provincia di Cuneo. Nel saluto il parroco, don Simone Unere, responsabile dell’Istituto Diocesano Liturgico Musicale organizzatore della rassegna di cui è direttore artistico il Maestro Manuela Avidano, ricorda l’importante funzione del gregoriano che prende il nome da papa Gregorio Magno, padre del canto liturgico tipico della Chiesa d´occidente, vero patrimonio della musica, con le sue melodie antiche che riportano ad una chiesa del passato fatta rivivere con freschezza.

E gli otto coristi di “Haec Dies”, provenienti da diverse esperienze musicali, legati dalla passione per il gregoriano al cui studio si sono applicati seguendo sia il repertorio tradizionale che fonti manoscritte, eseguono un concerto degno di nota suddiviso in tre parti.

Si inizia con brani significativi riferiti all’anno liturgico. Ecco la prima domenica d’Avvento, la gioia del Natale, le lodi per la Pasqua a tre voci, l’Ascensione e il “Veni creator spiritus” per la Pentecoste. Nella seconda parte sono presentati antifone, salmi e inni legati alla figura della Vergine Maria come “Regina Coeli”, “Ave Maris Stella” o “Tota Pulchra” armonizzata e diretta dal corista M° Marco Buccolo che suona per l’occasione la campana tibetana. Infine, dopo breve pausa, nella terza parte il coro del Maestro Aimasso propone all’ascolto la “Compieta” che nella Liturgia delle Ore e nel Breviario è l'ultimo momento di preghiera della giornata, l'ora che viene dopo i vespri, così chiamata perché compie le ore canoniche, e si recita prima del riposo notturno.

Il coro “Haec Dies” li propone con intensità esecutiva ricreando, grazie anche alla splendida chiesa ospitante, l’antica mistica atmosfera. Seguono l’incipit e il finale del “Pater Noster”, la “Salve Regina” e, in chiusura, l'elemento più caratteristico di questa preghiera, il “Cantico di Simeone”, ovvero il "Nunc dimittis” che tradotto suona “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace...”, come ci spiega il Maestro Aimasso.

E dopo l’invito “Nella veglia salvaci, Signore, nel sonno non ci abbandonare, il cuore vegli con Cristo e il corpo riposi nella pace”, a nuova conclusione dell’interessante serata, ancora un apprezzato bis con cinque strofe dell’inno del giorno di festa del Santissimo Nome di Gesù del 3 gennaio dal titolo “Iesu dulcis Memoria”.

p.p.