Mercoledì, 24 Settembre 2014 06:53

Riordino ATC, da sette diventano tre. Riunite Asti, Alessandria e Cuneo

Il Consiglio regionale ha approvato ieri in serata a maggioranza (non hanno partecipato al voto 16 consiglieri di opposizione) la legge sul riordino delle agenzie territoriali per la casa (Atc).

La novità principale introdotta dalla legge riguarda il numero delle Atc in Piemonte: da sette che erano diventano tre, le sedi saranno a Torino (Piemonte centrale), Novara (Piemonte nord, che comprende anche Vco, Biella, Vercelli) e Alessandria (Piemonte sud, con Asti e Cuneo).

Inoltre la legge ha stabilito che diminuisce il numero dei componenti del consiglio di amministrazione dell’Agenzia Piemonte centrale (Torino), che passa da cinque a tre, e il collegio dei revisori dei conti che si riduce ad un solo revisore legale (più un supplente). In seguito all’approvazione di un emendamento rimangono invece cinque i componenti del Cda delle Agenzie Piemonte nord (Novara) e Piemonte sud (Alessandria). Presso ognuna delle tre Agenzie è stata istituita una Conferenza dei sindaci composta dai sindaci dei Comuni in cui sono presenti alloggi di edilizia sociale, compito della Conferenza è definire gli indirizzi generali.

Prima dell’approvazione finale della legge sono stati approvati all’unanimità dall’Assemblea tre documenti d’indirizzo. L’ordine del giorno n. 25 (primo firmatarioDavide Bono, M5S) impegna la Giunta regionale a censire gli alloggi delle Atc e ad istituire un tavolo di lavoro che porti alla bozza di un testo di legge sull’abitare sociale entro quattro mesi. La mozione presentata dai gruppi di Lega Nord e Forza Italia (primo firmatario Gilberto Pichetto, Forza Italia) per un nuovo disegno di legge che preveda anche misure di social housing e auto recupero delle abitazioni. La mozione presentata dai gruppi Pd, Sel, Moderati (primo firmatario Marco Grimaldi, Sel), chiede la costituzione del Fondo ‘salvasfratti’ e la presentazione entro un mese di una delibera sull’emergenza abitativa.

La legge è stata approvata nel corso di due sedute del Consiglio regionale, il 16 e il 23 settembre. Hanno presentato in Aula la legge i consiglieri Giovanni Corgnati(Pd), relatore di maggioranza e Davide Bono (M5S), relatore di minoranza. Il disegno di legge era composto da nove articoli su cui erano stati presentati 48 emendamenti. Critiche al provvedimento sono state espresse in aula in da esponenti dei gruppi Forza Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle. Attraverso la presentazione degli  emendamenti, i consiglieri hanno chiesto di affrontare diversi argomenti sostanziali legati alle case popolari e all’emergenza abitativa: il numero degli alloggi da costruire, la scelta dei criteri per l’assegnazione, le provvidenze economiche per pagare il mutuo, la possibilità di eseguire in proprio i lavori di manutenzione. L’assessore alle Politiche sociali Augusto Ferrari, che ha illustrato il provvedimento all’inizio della discussione, ha sempre motivato il parere contrario agli emendamenti  rimandando le trattazioni specifiche dei vari argomenti ed i provvedimenti connessi, ad una futura legge organica sull’edilizia pubblica.