Giovedì, 28 Agosto 2014 16:12

Chiamparino-Saitta su fecondazione eterologa: ''Evitare il far west''

Durante la riunione della Giunta Regionale di questa mattina è stato affrontato il tema della fecondazione eterologa (Clicca QUI per leggere il resoconto dei lavori).

 Il Presidente Sergio Chiamparino ha ribadito la volontà di garantire la piena attuazione della legge, stabilendo velocemente linee guida condivise con le Regioni e con il Governo.

“Garantiremo il diritto alla fecondazione eterologa, - ha dichiarato Chiamparino - così come deciso dalla Consulta. Dopodiché ci sono decisioni da prendere che non sono di poco conto, perché dobbiamo evitare che questo ambito così delicato si trasformi in una giungla normativa con forti differenze da regione a regione, grazie alle quali si possa scatenare una sorta di mercato parallelo. Stiamo lavorando per definire le linee guida da condividere fra tutte le Regioni e sulle quali trovare velocemente un accordo con il Governo. Riteniamo indispensabile inoltre che l'accesso a questa procedura venga inserito nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), in modo che quello alla fecondazione eterologa sia un diritto esigibile da parte di tutti e non solo da parte di chi già ora ne può usufruire.”

Sul tema è stato altrettanto chiaro l’Assessore alla Sanità Antonio Saitta: “Premesso che non vi è nessuna volontà di contrastare l’applicazione della sentenza della Corte Costituzionale sulla fecondazione eterologa, riteniamo indispensabile definire quanto prima linee guida comuni per evitare il Far West. Siamo in presenza si questioni non banali, con un rilievo anche sotto il profilo etico, per cui una omogeneità di comportamenti è questione di puro buon senso.

Nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni verrà svolto un lavoro tecnico al fine di definire criteri comuni sui principali aspetti della materia: selezione del donatore (età minima e massima); istituzione di un registro dei donatori (anche al fine di fissare un numero massimo di donazioni); garantire la tracciabilità del percorso dal donatore al ricevente e viceversa; gratuità della donazione; anonimato e consenso informato; esami genetici e infettivi per i donatori; gratuità della prestazione, (ovvero se debba essere a carico a del SSR o no). L’obiettivo è quello di arrivare a un’intesa di tutte le Regioni su una bozza tecnica di linee guida da sottoporre al ministro Lorenzin, e successivamente adottare come frutto dell’impegno comune tra il Ministero e le Regioni.”

 

In Piemonte sono operativi 12 Centri pubblici (9 di 1° livello, 1 di 2° livello e 2 di 3° livello) e 15 Centri privati (8 di 1° livello, 4 di 2° livello e 3 di 3° livello. Solo un centro privato di 3° livello è accreditato con il SSR)