Giovedì, 28 Agosto 2014 15:54

Coldiretti Piemonte attacca la GDO: prezzi troppo alti, crolla il consumo di frutta e verdura

Da una analisi della Coldiretti sui dati Istat sul commercio al dettaglio a giugno emerge rispetto allo scorso anno, un crollo  record delle vendite nei piccoli negozi alimentari (-5 per cento) ma addirittura anche nella grande distribuzione alimentare (-1,4 per cento) mentre si salvano solo i discount (+0,5 per cento).

Per il vice presidente di Coldiretti Piemonte Roberto Cabiale “La GDO (grande distribuzione organizzata) e l’industria di trasformazione hanno perso l’occasione per rivitalizzare i rapporti nella filiera ortofrutticola ed offrire salute ad un prezzo sostenibile ai cittadini in questo momento di crisi. Una politica inspiegabile - conclude Roberto Cabiale - che ha visto moltiplicarsi da cinque a otto volte i prezzi dell’ortofrutta, pesche in particolare, rispetto a quanto percepito dal produttore. Una situazione vergognosa che vorremmo risolvere con la costruzione di una filiera seria che riconosca a tutti la corretta remunerazione del lavoro”.

Antonio De Conciliodirettore di Coldiretti Piemonte “ Ribadiamo che la GDO e l’industria hanno perso una occasione per rinsaldare la loro credibilità nei confronti dei consumatori. Sono poche le eccezioni di punti vendita che hanno offerto a prezzi ragionevoli le pesche in un momento in cui il prodotto veniva pagato a prezzi bassissimi ai produttori. Dal canto suo l’industria di trasformazione ha colto ancora l’occasione per speculare sulle spalle dei  produttori ritirando a prezzi irrisori il prodotto. Inoltre si è persa anche l’opportunità per distribuire salute a prezzi accessibili a tutti in un momento di grande difficoltà per le famiglie che hanno dovuto contrarre i consumi. L’ortofrutta è una componente essenziale nella dieta mediterranea soprattutto per i giovani. L’alto contenuto di sali minerali e di zuccheri facilita sia le persone che praticano attività sportive, ma anche coloro che lavorano e studiano”.
Dai dati ISTAT emerge purtroppo che le difficoltà economiche delle famiglie hanno obbligato gli italiani a tagliare anche la spesa alimentare, tre milioni di famiglie costrette a fare acquisti negli hard discount. A cambiare non è solo la qualità dei prodotti acquistati, ma nel primo semestre del 2014 il carrello della spesa si è ulteriormente svuotato con una flessione degli acquisti per latte e formaggi (-5 per cento). In calo addirittura le uova (-3 per cento) che tradizionalmente sostituiscono la carne nei momenti di difficoltà economica. Un segnale che è confermato dal fatto che piu’ di otto italiani su dieci (81 per cento) non buttano il cibo scaduto con una percentuale che, secondo il rapporto di Waste watcher knowledge for Expo è aumentata del 18 per cento dall’inizio del 2014.
Coldiretti Piemonte ha convocato per la prossima settimana gli Stati generali della frutta sia per un approfondimento della circolare ministeriale applicativa degli interventi della Commissione Europea per i produttori di pesche e nettarine, già giudicati tardivi e insufficienti dall’organizzazione, sia per analizzare e formulare proposte concrete rispetto ad una filiera dell’ortofrutta che dia pari dignità a tutte le componenti nell’interesse dei produttori, dei consumatori e dell’intero territorio.