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Mercoledì, 27 Agosto 2014 18:13

Saldi 2014: dato negativo anche ad Asti. Il bonus di 80 euro non ha stimolato gli acquisti

A pochi giorni dalla chiusura del Saldi la Confcommercio di Asti fa alcune considerazioni sull’andamento dei medesimi, prendendo spunto proprio dai dati rilevati.

Ad agosto è continuato il “calo” dei consumi già rilevato nei mesi di giugno e luglio e questo , purtroppo , è il dato che emerge dal monitoraggio fatto da Confcommercio collegato all’andamento dei SALDI estivi 2014 dove , se compariamo i dati con il 2013 , riscontriamo complessivamente un modestissimo miglioramento ( +0,78% ) a livello nazionale , quasi non percepito , mentre al contrario alcuni settori sono
in forte e pesante calo.

Quello che emerge in buona sostanza è che il 60% delle imprese denuncia una sostanziale invarianza degli incassi a fronte di un 40% che ha registrato un peggioramento rispetto al 2103.
Asti , purtroppo, rientra in questo 40% !

“Come avevamo previsto ai primi di luglio – sottolinea Claudio Bruno - dopo un avvio abbastanza buono la corsa agli acquisti si è molto raffreddata , determinando un bilancio che non può essere considerato positivo ed anche il famoso bonus non ha prodotto gli effetti auspicati per le ostres imprese”.

Il settore che ha maggiormente sofferto - precisa ancora Claudio Bruno - è stato quello della moda e dell’abbigliamento che , fatti salve le performance rilevate nelle grandi città come Milano +4% , Bari +2% , Venezia +3% , Palermo +5% e Torino dove si è rilevato solo un +1% , ha palesato grandi difficoltà a partire dai centri minori come Asti dove i negozi hanno registrato nel complesso un peggioramento rispetto al
2013 con una variazione rilevata che va da un -5% sino ad un max in alcuni casi del -15% ”

Nonostante sia ancora grande l’attenzione posta dai consumatori verso il Made in Italy ed alla qualità dei prodotti , “in Italia purtroppo l’andamento dei consumi registra ormai un calo significativo che pare inarrestabile . Per rimanere nel campo dell’abbigliamento la spesa pro capite nel 2012 è scesa del 1,8% rispetto all’anno precedente, ancora più pesante nel 2013 con un - 3,1% e la stessa percentuale è stata registrata dall’ultimo indicatore dei consumi di Confcommercio nel primo semestre del 2014 e la dimostrazione è data dallo scontrino medio che non ha superato i 100 euro ( 98 euro è il dato rilevato da Confcommercio) “

Solo alcune regioni come la Emilia Romagna (+0,52%) la Lombardia (+0,48%) ed il Trentino Alto Adige (+6,76%) hanno fatto rilevare un dato positivo , mentre a partire dal Piemonte (-3,10%) il trend è negativo cosi come nel resto d’Italia con picchi che in alcuni casi superano il -13,00% .

“Ribadiamo che in questo contesto poco o nulla hanno inciso gli 80 euro , – conclude Claudio Bruno – e benaltre riflessioni vanno fatte tenendo conto proprio di questi dati , fortemente preoccupanti , per fornire alla piccola e media impresa soluzioni e condizioni di ripresa , magari cominciando proprio dal fenomeno della “contraffazione” che oltre a generale un “mercato parallelo di forte e sleale concorrenza “ pone questioni di “sicurezza ambientale” e di ”evasione totale” . Non vogliamo infine neanche dimenticare che le spese effettuate dagli italiani con pagamento tramite carte di credito sono diminuite del 3,3 % rispetto al 2013 , centrerà mica anche l’obbligo del “pos” per le spese superiori 30 euro o l’uso del contante limitato che denotano un certo strabismo europeo? ”