Giovedì, 31 Luglio 2014 08:21

Detassazione del salario di produttività: il punto della situazione ad Asti e dintorni

Non tutti sanno che una parte di salario (il salario di produttività) può essere tassato al 10 % , senza più nulla dover pagare relativamente a Irpef e relative addizionali regionali e comunali.

 

E' una misura che risale ormai al 2008, sempre prorogata dai diversi governi, magari variando l'ammontare massimo detassabile: quest'anno è di 3.000 euro.

Una condizione per accedere è di non aver superato 40.000 euro di reddito da lavoro dipendente nel 2013, eventuali altri redditi non fanno cumulo, ne sono esclusi i lavoratori pubblici e per accedere a questo beneficio, servono accordi sindacali e ad Asti il sindacato CGIL insieme a Cisl e Uil provinciali, li ha stipulati per tutti i settori di attività, dall'industria alla piccola industria, oltre agli accordi regionali (validi quindi anche sul nostro territorio) per artigianato e cooperative; per il commercio si procederà a giorni. Il beneficio: può arrivare fino a 390 euro ed esiste un raccordo con il bonus di 80 euro, che permette di sommare i benefici dell'uno e dell'altro.

 

Sarebbe importante che i lavoratori fossero informati capillarmente di questa possibilità, che porta qualche soldino in più e non costa nulla alle aziende, se non la disponibilità a firmare un accordo sindacale (dove non c'è rsu si può firmare con i sindacati provinciali).

 

Per definire il salario di produttività (che può essere detassato) è fondamentale che nell'accordo sindacale si individuino delle misure prese per incrementare la produttività oppure la redditività oppure la qualità oppure l'efficienza oppure l'innovazione: quale azienda, pur piccola, non ha pensato a qualche misura in vista di uno di questi scopi? E quindi può ben affermare che un pezzo di salario corrisposto ai suoi dipendenti rientra nei criteri della detassazione? Praticamente tutte.

 

Spesso gli attori economici perdono delle opportunità (di incentivi, fondi, finanziamenti ecc.) non perché non ne abbiano diritto, ma perché non sanno raccontare e descrivere nel modo appropriato quello che fanno. Ne avrebbero il diritto, nella sostanza, ma non riescono a formalizzarlo.
Per maggiori informazioni è possibile contattare la SEGRETERIA CGIL ASTI, Telefono 0141.533511.