Mercoledì, 30 Luglio 2014 17:02

Paritetica sul Moscato, ancora nessun accordo in vista della vendemmia 2014

Un nulla di fatto voluto da chi non fa gli interessi dei viticoltori. È questa l’analisi sconcertante che Agrinsieme Moscato, il soggetto di rappresentanza agricola che raggruppa Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative, fa della riunione della commissione paritetica che si è svolta martedì scorso a Torino con il coordinamento della Regione nella persona dell’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero.

 

In quella assemblea, a poco più di un mese dalla vendemmia delle uve moscato, i rappresentanti di Agrinsieme Moscato, insieme a quelli di Cia, Confagricoltura e Cooperative, hanno dichiarato la propria intenzione a firmare un accordo che, secondo la proposta di parte industriale, prevede aumento di reddito per i viticoltori attraverso un prezzo fissato a 10,55 euro al miriagrammo e una resa di 110 quintali ad ettaro a cui si devono aggiungere altri 5 quintali di blocage/deblocage (la quota di riserva docg da usare per soddisfare eventuali esigenze di mercato) e altri 5 di esuberi pagati attorno ai 5 euro al miriagrammo. Intesa che farebbe oscillare (a seconda dell’applicazione del blocage/deblocage) il reddito minimo garantito per i viticoltori tra i 12 mila e 12,500 euro ad ettaro.

Inoltre la proposta prevede anche il non secondario impegno che intendono prendere le Case spumantiere a ritirare un minimo di 100 quintali ad ettaro di uve moscato per le prossime due vendemmie (2015 e 2016) e l’assicurazione ad aumentare il prezzo dei grappoli con ulteriore incremento del reddito dei viticoltori.

Dice Luca Brondelli di Brondello, presidente di Confagricoltura Alessandria e portavoce di Agrinsieme Moscato: "Al di là di sterili polemiche, che non ci appartengono, abbiamo responsabilmente dichiarato la nostra disponibilità a firmare un accordo che oltre ad assicurare un reddito dignitoso per i viticoltori, in un momento di crisi economico e finanziaria che sta travagliando tutti i settori produttivi compresi quelli agricoli, garantirebbe stabilità all’intera filiera portando equilibrio economico e una governance commerciale che senza dubbio farebbe bene ad un comparto che non ne può davvero più di diatribe e liti da cortile".