Lunedì, 30 Giugno 2014 15:05

Ultimo giorno di Ardia, quale sarà il futuro della Provincia di Asti?

Alberto Ardia con le dipendenti dell'ufficio di presidenza  della Provincia di Asti Emiliana Zapparoli e Silvia Cotto Alberto Ardia con le dipendenti dell'ufficio di presidenza della Provincia di Asti Emiliana Zapparoli e Silvia Cotto

Ultimo giorno da Commissario Straordinario della Provincia di Asti per Alberto Ardia, in carica dal novembre 2012.

Come da lui scritto nella sua lettera di commiato inviata nei giorni scorsi ai Sindaci e alle Autorità locali, Istituzioni e Associazioni, è giunto il momento di “ portare a conclusione l’incarico di Commissario di questa Provincia, che mi è stato conferito nell’ottobre 2012, inizialmente solo fino all’insediamento dei nuovi organi, previsto per la primavera del 2013, ma poi prorogato fino al dicembre 2013 ed ancora prolungato fino al 30 giugno”.

Come spesso capita in Italia, quello che doveva essere un momento di transizione della durata di pochi mesi è stato oggetto di continue proroghe, fino alla decisione di Ardia, che ha vissuto come Commissario della Provincia un periodo “di grande problematicità gestionale, contraddistinto da una grande incertezza circa la nuova configurazione istituzionale dell’Ente con il susseguirsi di ipotesi diverse in merito al ruolo da rivestire nel panorama degli Enti territoriali ed alle funzioni da esercitare, ed in secondo luogo da una profonda crisi finanziaria che ha visto una drastica riduzione delle risorse assegnate sia dallo Stato che dalla Regione, tale da mettere in serio rischio lo svolgimento delle molteplici competenze gestite, sia quelle proprie, che quelle trasferite e delegate, ormai largamente addossate alle finanze provinciali.”

Quale sarà dunque il futuro della Provincia di Asti? E' lo stesso Ardia a tracciare quello che dovrebbe essere il prossimo percorso dell'Ente: entro il 30 settembre prossimo, si dovrà procedere all’elezione del Presidente e del Consiglio Provinciale, che dovranno compiere le modifiche statutarie previste dalla riforma. Nel nuovo impianto costituzionale, infatti, gli Enti locali sono liberi di darsi il proprio ordinamento ricercando soluzioni che valorizzando le caratteristiche storiche e culturali di ogni singola realtà, siano una autonoma e spontanea determinazione della comunità locale.

Per Ardia questo rappresenterà un "Momento di profondo impegno per fissare da subito le regole fondamentali al fine di poter raggiungere nel migliore dei modi gli obiettivi di interesse generale a favore delle comunità locali.”