Domenica, 06 Luglio 2014 06:24

La maleducazione viaggia via social...

Vexata quaestio: l'avvento dei social network ha cambiato la vita di intere generazioni, ma come l'ha cambiata?
Ci sono tanti pro: i social permettono un continuo flusso di informazioni, consentono di mantenere legami a distanza, e soprattutto danno la possibilità di esprimere le proprie opinioni, ma molti utenti non riescono a porsi un freno e si sentono onnipotenti, perdendo ogni forma di rispetto verso gli altri.
 
La protezione di uno schermo toglie spesso il contatto con la realtà. Ecco così che ci troviamo di fronte a forme di interazione cariche di maleducazione, fruitori del servizio gratuito noncuranti che dietro ad un profilo social ci sono delle persone in carne ed ossa: perchè via social una critica, magari costruttiva, si trasforma così facilmente in insulto?
 
E se non bastasse il buon senso a porre un freno, sarebbe opportuno considerare anche gli aspetti legali della questione: una recente sentenza della Cassazione ha stabilito che si commette reato di diffamazione se si offende una persona su un social network anche se non la si nomina direttamente, ma si indicano particolari che permettano di identificarla; e non rileva che a leggere sia una cerchia ristretta di persone: gli amici di Facebook, per intenderci.
 
Sacrosanto, dunque, il diritto di esprimere la propria opinione nella piazza virtuale, senza dimenticare, però, che altri interessi vengono in rilievo ed altrettanto sacrosanta è la loro tutela.

Non sarebbe forse meglio contare fino a dieci prima di premere il tasto "INVIO"?

c.s./a.s.