Stampa questa pagina
Venerdì, 27 Giugno 2014 07:14

Siglato patto sindacato-sindaci per la Provincia di Asti

Ieri mattina in Municipio ad Asti è stato firmato un protocollo d’intesa tra una rappresentanza dei Sindaci dei Comuni astigiani e i sindacati della funzione pubblica di CGIL e UIL, per tutelare le professionalità che lavorano nell’Amministrazione Provinciale e il ruolo dell’Ente in questo difficile momento di transizione.

Sono stati proprio i sindacati della funzione pubblica e le RSU della Provincia che si riconoscono in CGIL e UIL a chiedere l’incontro, accompagnando la richiesta con un documento nel quale sono state messe in evidenza le difficoltà che attraversa il comparto della pubblica amministrazione in generale e l’Ente Provincia di Asti in particolare, anche a seguito del lungo commissariamento, conseguente alle dimissioni dell’allora Presidente in carica.

Sindaci e Sindacati hanno condiviso, nel protocollo, “la necessità di procedere mantenendo, nel futuro, specifici e costanti confronti fra l’ente e i sindacati di categoria in raccordo con le rappresentanze confederali”. Un impegno, insomma, a lavorare insieme e fare fronte comune per ricostruire un equilibrio tra le necessità del territorio e le sempre più ridotte disponibilità in termini di risorse umane e finanziarie.
Il patto è stato stipulato dai sindacati con Sindaci e Comuni, perché questi sono i nuovi attori dell’amministrazione della Provincia, secondo la nuova legge del Rio: il consiglio provinciale sarà formato da dieci consiglieri eletti tra loro dai sindaci e consiglieri comunali del territorio e tra questi un sindaco sarà eletto presidente della Provincia.

La rappresentanza dei Comuni era costituita oltre che dal Sindaco di Asti Fabrizio Brignolo, anche dai primi cittadini di Nizza Monferrato, Flavio Pesce; Piovà Massaia, Antonello Murgia; Montiglio, Dimitri Tasso; Baldichieri,Gianluca Forno e dal vicesindaco di castell’alfero, Diego Carni. Sindacati e amministratori, nel protocollo, si sono altresì impegnati a “farsi portavoce in sede nazionale e regionale di una richiesta di chiarezza sul percorso che dovrà essere intrapreso anche alla luce delle prossime scadenze previste per l’assegnazione delle funzioni delegate”.