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Domenica, 22 Giugno 2014 13:11

"Angeli dalle colline", Asti tra storia e memoria in un volume di racconti

Verrà presentato venerdì 27 giugno 2014 alle ore 21 a Asti, loc. Viatosto presso la sede del Comitato Palio del borgo Viatosto la raccolta di racconti dal titolo Angeli delle Colline di Aldo Giordanino (Biblioteca degli Scrittori Piemontesi).

"Il Diavolo Rosso e il boccaccesco Rinaldo, gli eretici càtari di Monforte e la battaglia di Lepanto, le poesie in
dialetto di Menin Pippo, al secolo Giuseppe Lazzarone, e i Martiri della Repubblica del 1797. Sullo sfondo Asti, città dell’anima.

Tra storia, memoria e fantasia, tutto declinato in prima persona, nelle storie di cui si compone ANGELI DELLE
COLLINE, il racconto fluisce e avvolge, quasi un diario interiore dell’autore che utilizza figure del passato come
specchio in cui riflettere io diversi.

Costante, quasi un fil rouge, la presenza di un sentimento d’amore romantico dai chiaroscuri shakespeariani come forti sono i richiami di fede, quella dei dubbi e della ricerca interiore, che va oltre le religioni.Ne risulta una narrazione immaginifica, quasi cinematografica, come nel racconto che evoca la battaglia di Lepanto con una descrizione di scontri e massacri a tinte forti. Tocca quindi alle gesta di Rinaldo d’Asti, mercante astese protagonista di una delle Novelle del Decameron di Giovanni Boccaccio: la disavventura che vira al bello e chiude in una notte d’amore.

C’è poi, ricorrente sullo sfondo di diverse storie, la città natia:idealizzata a volte, eppur così vissuta. Come in quegli itinerari della memoria in cui Giuseppe Lazzarone, poeta defilato di un Novecento lontano, guida i passi e il cuore del nostro autore quasi in un viaggio sentimentale della città vecchia tra torri e caseforti.

Toccante il monologo di Secondo Arò, eroe della Repubblica Astese, che invoca Dio prima di morire: tre giorni di
libertà, dal 28 al 30 luglio del 1797, soffocati nel sangue.

Infine l’omaggio Gerbi , il Diavolo Rosso: citando Bartali e Paolo Conte, passando per Pantani, ma pensando a
Carole, seduto su un paracarro al bordo di una strada polverosa, ci racconta di un amore che si allontana, come la carovana del Giro ...

Ciò che rende speciale Aldo Giordanino, con la sua capacità di avvolgere nel raccontare, è quella sua nobile mancanza di pudore a mostrarsi dentro, fino all’anima con i suoi sentimenti, le sue contraddizioni, una certa
propensione al romanticismo, una voglia di fede che affiora, ricorrente. In un mondo in cui più o meno tutti cercano di mettersi una maschera, un caso raro".

(Dalla prefazione di Carlo Cerrato).

L’ENTRATA è LIBERA e TUTTI SONO INVITATI