Venerdì, 20 Giugno 2014 16:54

Epilessia: nuovi studi sui cannabinoidi per curare una patologia che colpisce 50.000 persone in Piemonte

Nella nostra Regione, è stato stimato che l'1% della popolazione soffre di crisi epilettiche: secondo i dati della Lega Italiana contro l'epilessia, il 40% dei pazienti sono bambini al di sotto dei 14 anni, ma sono i più piccoli, con meno di 2 anni, ad essere maggiormente colpiti da questa grave patologia.
Nel nostro territorio, a seguito dell'iniziativa proposta dal Consiglio Regionale per far fronte ai numerosi casi di epilessia, è stata attivata una fitta rete di assistenza socio-sanitaria con l'obiettivo di migliorare la qualità dei pazienti, partendo dall'informazione offerta a genitori e insegnanti, fino alla diagnosi e alla cura delle crisi. Con questi obiettivi, l'APiCE, che ha sede a Torino, è un'associazione di volontariato che nel nostro territorio è il principale punto di riferimento in campo medico e sociale per coloro che lottano contro l'epilessia. L’Associazione Italiana Epilessia Farmacoresistente (AIEF Onlus), a Novara, si occupa inoltre di promuovere congressi, seminari e iniziative per incentivare la ricerca farmacologica e chirurgica. Infine, i principali servizi sanitari che si occupano della diagnosi e della cura dell'epilessia in Piemonte si trovano negli ospedali di Cuneo, di Novara e, per l'epilessia infantile, di Alessandria.

Le terapie farmacologiche per la cura dell'epilessia costituiscono un serio problema medico dal momento che le medicine tradizionali (in particolare barbiturici, ossazolidinici, acetilurea e succinimmidi) non sono sicuramente privi di effetti collaterali e, per quanto riguarda la loro efficacia, hanno spesso dimostrato di non dare risultati soddisfacenti.
A questo proposito, la cannabis potrebbe essere una scoperta rivoluzionaria per tutti i malati di epilessia. Le sostanze estratte dalle piante di marijuana prodotte da diverse varietà di semi femminizzati sono da molti anni oggetto di studi scientifici che ne hanno provato l'efficacia nel trattamento del dolore e di molte altre malattie neurologiche. In particolare, alcune ricerche stanno per essere approfondite in Scozia e negli Stati Uniti, proprio per curare i sintomi dell'epilessia e degli spasmi muscolari.

L'Università della California, infatti, sta osservando i benefici dell'Epidiolex, un farmaco a base di CBD - la sostanza non psicoattiva della cannabis - su 125 bambini epilettici: i risultati fino ad ora emersi sono molto incoraggianti. I ricercatori dell'Università di Ebimburgo, guidati dal dottor Richard Chin, hanno inoltre constatato che l'uso dei cannabinoidi non solo riduce le crisi epilettiche, ma migliora anche le capacità cognitive e comportamentali dei pazienti, un dato piuttosto inaspettato ed eccezionale per un farmaco.

A tal proposito la ricerca americana è piuttosto progredita, tanto che diversi studi sui trattamenti a base di cannabis sono stati autorizzati e ampiamente finanziati. In Florida, ad esempio, è stato destinato un sussidio di 1 milione di dollari per la creazione di un farmaco ricco di CBD, destinato ai bambini epilettici. La sostanza non psicoattiva della cannabis terapeutica non ha infatti evidenziato particolari controindicazioni e potrebbe essere una valida alternativa ai medicinali tradizionali: la GW Pharmaceuticals, azienda leader a livello internazionale per la produzione e la distribuzione di cannabinoidi, tra cui il Sativex (farmaco autorizzato anche in Italia per la cura della sclerosi multipla) ha di recente stipulato accordi con la Georgia e lo stato di New York per testare un nuovo medicinale ricco di CBD.

Anche le eccellenze italiane presenti nei nostri istituti di ricerca potrebbero contribuire allo sviluppo di queste nuove terapie alternative contro l'epilessia, ma nel nostro Paese il dibattito è ancora acceso sul piano ideologico: la cronaca ci riporta ogni giorni vicende di criminalità, come il recente caso di Asti, legate al traffico illegale di droghe leggere, ma i pazienti che hanno bisogno di curarsi con la cannabis terapeutica dovrebbero essere maggiormente sostenuti e tutelati, soprattutto dopo tutte le evidenze scientifiche che sottolineano gli effetti benefici di questa sostanza.