Venerdì, 20 Giugno 2014 15:05

Demenza senile, la Regione Piemonte punta alla diagnosi precoce

"Società e scienza di fronte all'allarme demenza", è il titolo del convegno organizzato dall’Agespi che si è svolto oggi al Centro incontri della Regione.

L’Assessore alla Sanità, Antonio Saitta, nel suo intervento di saluto, il primo da quando riveste il nuovo incarico, ha sottolineato “l’esigenza di lavorare sul fronte della prevenzione e della diagnosi precoce, basandosi sulle ricerche più attuali sviluppate in Europa.”

Come noto, la demenza senile rappresenta una delle emergenze sanitarie più rilevanti della società moderna, con un impatto notevole in termini socio-sanitari.

“Un numero sempre maggiore di famiglie è drammaticamente coinvolto ed è indispensabile-ha ribadito Saitta- una rete integrata di servizi sanitari e socio-assistenziali qualificata, anche perché le demenze rappresentano una delle maggiori cause di disabilità. Alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione, ci troveremo di fronte ad un problema sempre più rilevante in termini di sanità pubblica.”

L’ISTAT nelle previsioni 2005-2050 riferisce di una crescita della popolazione over 65 anni dal 19,5 al 33,6%, con una componente over 85 in crescita dal 2 al 7,8 %.
Il Piemonte attualmente ha 4.446.230 abitanti: è una delle regioni italiane in cui si vive più a lungo. I cittadini ultrasessantacinquenni sono circa 1 milione, mentre gli anziani over 85 sono circa 125.000: numeri che testimoniano la necessità di occuparsi a fondo di questa malattia.

Nella popolazione piemontese, si stima che siano circa 16.000 i soggetti affetti da demenza: il dato aumenta sensibilmente nei soggetti over 85, dove la presenza oscilla tra i 20.000 e i 30.000 casi. I dati sull’impatto economico delle demenze parlano di costi molto elevati, che includono le spese per curare i pazienti (che restano disabili per lungo tempo), ma anche il mancato guadagno dei famigliari, spesso costretti ad abbandonare l’attività lavorativa per prendersi cura degli ammalati.

La Regione si pone l’obiettivo della diagnosi precoce, lavorando ad una fase pre-clinica della malattia. Con la Commissione regionale sulle demenze, si punta ad un servizio di diagnosi precoce che consenta di ottenere un aumento della qualità media di vita delle persone affette da questa malattia, con la riduzione del 10% degli inserimenti nelle case di cura. Una recente analisi elaborata dalla Gran Bretagna indica che questo obiettivo è raggiungibile.

“Questo è l’obiettivo per dare risposta alle migliaia di famiglie che affrontano ogni giorno questa tragedia, alle quali non possiamo solo spiegare che lo Stato e le regioni non hanno più le risorse: è nostro dovere di amministratori pubblici trovare soluzioni per indirizzare la spesa pubblica dove esistono emergenze reali. E quella delle demenze è un’emergenza che dobbiamo affrontare subito, per evitare che possa peggiorare.” – ha concluso Saitta.