Sabato, 14 Giugno 2014 17:13

''Asti e la sua storia non possono fare a meno dell’istituto sperimentale per l‘enologia''

Enrico Cavallero Enrico Cavallero
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Enrico Cavallero sulla questione della chiusura dell'istituto sperimentale per l'enologia.
"Non è la prima volta  che il Governo in un’azione di revisione organizzativa e gestionale ai fini del contenimento dei costi, mette a rischio la chiusura il Centro di ricerca per l'Enologia, ora istituto sperimentale, per l ‘enologia di Asti.

L’ultima risale ad una decina di anni fa,In quegli anni, la mobilitazione fu generale, il Comune e la Provincia di Asti si attivarono e unitamente alle Provincie, alle Regioni delle altre sedi nazionali interessate, avviarono una trattativa utile a far prevalere le ragioni e l’importanza delle attività degli istituti di ricerca  inquadrate in ambiti molto settoriali e specialistici.

Nella mia qualità di consigliere provinciale, componente della commissione agricoltura con  “delega” conferitomi dal Presidente della Provincia, portai il mio contributo recandomi diverse volte a Roma e partecipando a diversi tavoli di discussione.

In quelle occasioni misi a  conoscenza del Ministro Gianni  Alemanno e dei  funzionari del Ministero che quella di Asti, in fatto di vitivinicoltura, è la maggior provincia del Piemonte, con 18 mila ettari coltivati a vite con un patrimonio di eccellenza ai primi posti nelle graduatorie mondiali. Esposi nei dettagli la storia dell’Istituto fondamentale nella lotta alla “peronospera” in passato e fondamentale per la ricerca sulla “flavescenza”  e alle altre alle malattie della vite ai giorni nostri, e che il Centro di ricerca per l'Enologia di Asti è un Istituto con 142 anni di storia che  gode di molto prestigio a livello internazionale i cui risultati  conseguiti negli anni  hanno contribuito notevolmente al successo della viticultura e al prestigio dei nostri vini  nel mondo. 

Gli sforzi fatti non furono inutili, nel febbraio 2006 la presidenza dei consiglio dei ministri  su proposta dello stesso  Ministro delle politiche agricole, stabiliva con apposito decreto  il piano di riorganizzazione e razionalizzazione della rete delle articolazioni territoriali e del consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura –CRA. L’indicazione ministeriale tenne conto  del  centro di ricerca astigiano unitamente Istituto sperimentale di viticoltura di Conegliano Veneto TV anche lui a rischio chiusura distinguendone  le competenze  e con questi presupposti: “Sviluppa ricerche relative alla vendemmia e alle tecniche di vinificazione con particolare riferimento allo sviluppo di fenomeni biochimici e meccanici di trasformazione dell’uva in vino, ai rapporti dei costituenti con l’ossigeno ai trattamenti finalizzati ad una conservazione ottimale al ruolo delle sostanze presenti nel mosto, all’impiego degli enzimi, lieviti e batteri alla caratterizzazione delle produzioni locali “.  

L’augurio che anche questa volta il nostro istituto si possa  salvare dalle scure del Governo, che si possano  fare valutazioni  non solo prettamente economiche e di risparmio, ma che tengano conto del valore scientifico e  umano   ricercatori del centro astigiano. Le ragioni di allora sono ancora validissime anche per  il tanto lavoro fatto in questi anni a fianco del sistema produttivo della Provincia , l'istituto di Asti è unico in Italia per il modo con cui affronta l'enologia, che qui si compiono studi dal punto di vista chimico, microbiologico, dell'analisi sensoriale e della biologia molecolare. E se è' vero che nelle diverse università si compiono studi sul vino, nessuno lo fa in modo totale come si fa ad Asti."  
          

Enrico Cavallero