Sabato, 07 Giugno 2014 12:24

Ieri la 12ma giornata dell'economia: gli effetti della crisi sul sistema produttivo astigiano

Presentato ieri alla Camera di Commercio il rapporto sulla situazione delle imprese nella provincia di Asti: in un anno sono state perse 502 imprese, mentre aumentano le sofferenze bancarie.

 

Le imprese individuali, che rappresentano il 67% del sistema imprenditoriale, e le società di persone (21%) confermano il trend in diminuzione (rispettivamente -3,5% e – 1,3%). Continuano invece a crescere le società di capitale che costituiscono il 10% del totale (+2,7% rispetto all’anno precedente e +40% nell’ultimo decennio). Le società consortili, che rappresentano il 2% del totale, segnano un incremento del 24,2% rispetto al 2012 e del 41,8% rispetto al 2004.

L’agricoltura è il settore che nel 2013 ha perso il maggior numero di aziende (-513), confermando una tendenza ormai consolidata da molti anni. Altro settore in sensibile flessione è quello delle costruzioni (-142 unità). Risultano invece in crescita le attività di alloggio e ristorazione: +2,7% nell'anno, + 58% rispetto al 2004.

Anche il terziario presenta un saldo positivo (+119 unità, +3%) da imputare principalmente ad un aumento delle attività immobiliari, dei servizi finanziari ed assicurativi e dei servizi per le imprese.

Le ripercussioni della crisi economica sul sistema imprenditoriale sono confermate dai dati relativi all’apertura di procedure concorsuali (fallimento o concordato): nel 2013 sono infatti più che raddoppiate rispetto all’anno precedente passando da 27 a 55.

Il comparto artigiano, con 6.537 imprese, rappresenta oltre un quarto del sistema imprenditoriale della provincia di Asti. Rispetto al 2012 si registra un calo di 192 attività. Nel 2013 si sono iscritte 425 imprese a fronte di 617 cessazioni, il tasso di sviluppo è dunque pari a –2,9 per cento.

La perdita più consistente è riferita al settore delle costruzioni che a fine 2013 registra una perdita di 142 unità rispetto all’anno precedente, dato che sale a 229 unità se si prende come riferimento l’ultimo quinquennio.

Le imprese manifatturiere, complessivamente 1.542, a fine 2013 hanno fatto segnare una contrazione di 23 unità rispetto al 2012.

Le imprese artigiane che operano nel terziario sono complessivamente 1.048 e seguono un andamento stazionario rispetto all’anno precedente. Gli ambiti di attività che rilevano il maggior numero di imprese sono i servizi alla persona, i servizi per edifici e paesaggio, le riparazioni. Le imprese di trasporto a fine 2013 segnano una diminuzione di 17 unità rispetto al 2012, rapporto che sale ad oltre 77 unità se si guarda agli ultimi 5 anni.