Martedì, 29 Aprile 2014 12:04

Successo di pubblico per il dibattito organizzato dal Pd: "La miseria? Asti non ci sta!"

Sala consiliare gremita ieri sera, per la serata dibattito "La miseria? Asti non ci sta!", organizzata dal Pd di Asti, con l'Associazione Libera e il Gruppo Abele, che, con l'iniziativa "Miseria Ladra" hanno ieri espresso una serie di iniziative per contrastare l'impoverimento del paese.

"In Italia, ogni giorno 650 persone sprofondano nella povertà" è questo l'allarmante monito arrivato ieri da Asti. Alla serata, coordinata dall'Assessore ai Servizi Sociali Piero Vercelli, hanno partecipato Leopoldo Grosso, vicepresidente del Gruppo Abele, Marco Pacciotti, responsabile Forum Nazionale Immigrazione Pd, don Luigi Berzano, sociologo dell’Università di Torino, Fatima Issah, mediatrice culturale Piam e referente commissione Pd Asti Immigrazione e Politiche Sociali.

Sono intervenuti all'incontro anche i candidati Pd alle Regionali Angela Motta e Michele Miravalle. "La ripresa ancora non si vede - ha detto la presidente del Consiglio Comunale Maria Ferlisi in apertura dei lavori - oggi Asti è una città che ha un serio problema economico. La Ferlisi ha anche citato i dati del rapporto Eurispes che affermano che in Italia ci sono 9,5 milioni le persone in povertà relativa e 4,8 in quella assoluta e 1 italiano su 3 è a rischio povertà".

E' stato Leopoldo Grosso, però a proporre le dieci soluzioni studiate dal gruppo Abele per mettere a freno la povertà dilagante nel nostro paese. "Volevamo chiamare l'iniziativa "Porca Miseria" - ha detto - ma alla fine "Miseria Ladra" è stato lo slogan migliore per rendere l'idea di quello che sta accadendo nel nostro paese, dove la povertà ha origini remote, che affonda nella cultura della rendita dei primi anni '80". Secondo il gruppo Abele, dieci sono le mosse per sconfiggere la povertà: prima di tutto una ricostituzione del fondo sociale e per la non autosufficienza, completamente azzerati, quindi una moratoria dei crediti di Equitalia e bancari per chi è in difficoltà agevolando anche i pagamenti per chi fornisce servizi, beni e prestazioni.

Il quarto punto interessa invece l'agricoltura sociale, con la riconversione ecologica delle attività produttive attraverso i tagli alle spese militari, alle grandi inutili opere e abolendo i Cie. Bisogna poi, sempre secondo il gruppo Abele, sospendere gli sfratti esecutivi e destinare il patrimonio immobiliare sfitto e quello requisito alla criminalità per usi sociali ed abitativi. Gli ultimi tre punti intendono riconoscere la residenza ai senza fissa dimora per garantirgli l'accesso al servizio sociosanitario e il reddito minimo di cittadinanza. "Oggi la residenza - ha detto Grosso - è la base di ogni diritto" . Per concludere bisogna arrivare alla difesa dei beni comuni e alla rinegoziazione del debito.

a.f.