Venerdì, 25 Aprile 2014 06:16

Libera mente: il 25 aprile

Oggi è il 25 aprile, la Festa della Liberazione, e anche ad Asti saranno diverse le cerimonie che ricorderanno questo anniversario. Forse nessuna altra data come quella di oggi si è prestata in Italia a tante strumentalizzazioni e letture diverse.

Da una parte una certa parte politica e culturale della società, orgogliosamente militante, ne ha fatto la data simbolo della fondazione di un'Italia basata sui valori della Resistenza e dell'Antifascismo. Dall'altra, però, nel nostro Paese esiste in maniera ancora forte la necessità di una lettura critica e ragionata dei propri ultimi 60 anni: troppe volte in Italia non si sono ancora fatti i conti con la storia, e purtroppo le cronache degli ultimi mesi offrono testimonianze di sicuro non edificanti di ciò.

Basti pensare all'insensato battibeccare attorno alla salma di Priebke, efferato e perverso criminale sì, ma che forse uno Stato civile e democraticamente maturo doveva seppellire senza l'immancabile messa in scena di un teatro squallido fatto di contestazioni anche violente.La massima sempre valida di Flaiano che diceva "In Italia esistono due categorie di fascisti: i fascisti e gli antifascisti" ha trovato poi la sua ennesima riconferma con le polemiche che hanno contraddistinto l'ultimo spettacolo di Cristicchi, dedicato alla tragedia dei profughi giuliano dalmati.

Occupare con la forza un teatro non è azione che si differenzia poi tanto dal presunto pericolo di revisione fascista che - sostenevano gli agitatori - il cantante aveva messo in piedi nel suo spettacolo. Non parliamo poi degli indegni "I Love Foiba" o il gesto scellerato e vile dell'invio delle teste di maiale ai luoghi simbolo dell'ebraismo italiano. Insomma quella che sogno oggi è una Festa di Liberazione da tutti i preconcetti e libera dal dogmatismo che troppo spesso ha accompagnato queste celebrazioni.

Grazie al 25 aprile l'Italia è una nazione libera, libera anche di interrogarsi con ragionevolezza e maturità sulle proprie tragedie del passato: soprattutto oggi, a pochi giorni da un'elezione, quella europea, che è particolarmente combattuta tra un'idea di Europa moderna e matura e un'altra ostaggio di pericolosi populismi. Perché se la storia ci può insegnare una lezione, il nostro dovere è utilizzare questa lezione per il futuro.

Alessandro Franco