Lunedì, 07 Aprile 2014 16:21

Dati 2013: vola l'export del comparto vinicolo astigiano

Nel 2013 l'Astigiano ha esportato vini, spumanti e liquori per un valore di 252,7  milioni di euro, in crescita dell'12% sul 2012. 
La performance è decisamente superiore al dato nazionale che, secondo le rilevazioni Istat,  evidenzia una crescita del 7,9% per l'intero comparto delle bevande e del 7,3% per il solo comparto vini e spumanti (dati provvisori Ismea).
 
Il comparto vinicolo si conferma dunque uno dei motori propulsori dell'economia astigiana: nel quinquennio 2009-2013 il valore delle esportazioni è aumentato del 32,7% e se guardiamo agli ultimi dieci anni l'incremento sale al 64 per cento.
 
I dati sono stati presentati lunedì 7 aprile al 48° Vinitaly, in occasione dell'incontro “Asti chiama Expo” organizzato dalla Camera di Commercio nell'area istituzionale del Piemonte. Ospite dell'Incontro, il Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina accompagnato dal vice presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Massimo Fiorio.
 
“Il Vinitaly - spiega Mario Sacco - è una tappa obbligata per il mondo del business che ruota attorno al mondo del vino: Asti si presenta alla 48^ Fiera internazionale di Verona giocando le sue carte migliori e valorizzando i grandi sforzi compiuti in questi anni sul mercato internazionale.
 
Analizzando l'andamento delle esportazioni per paesi – ha proseguito Sacco -  spicca su tutti la performance degli Stati Uniti che da tre anni si confermano il primo paese al mondo per importazione di vini e bevande made in Asti."

Lo scorso anno il fatturato ha raggiunto i 64,4 milioni di euro, con una variazione pari a +11% sul 2012, +120% nel raffronto con il 2009 e +230,5% rispetto al fatturato 2004.
Al secondo posto si piazza la Germania con 41,8 milioni di euro di acquisti, in ottima ripresa rispetto all'anno precedente (+28,3%); il confronto con il 2009 è positivo per il 6%, mentre in ottica decennale si evidenzia un calo di valore pari al 12,8 per cento.
 
Il terzo mercato di riferimento per il comparto vini-spumanti-liquori è il Regno Unito, che evidenzia però un andamento altalenante. Nel 2013 il fatturato ha raggiunto i 25,5 milioni di euro pari al +9,4% sui dodici mesi.  Il valore è in calo del 11,6% rispetto al 2009 ma in crescita del 13,4% sul fatturato di dieci anni fa.
 
Il Paese più interessante su scala decennale è la Russia. Nel 2004 le importazioni di bevande dall'Astigiano non arrivavano a 1 milione di euro, nel 2013 hanno toccato i 16,7 milioni pari al 1714 per cento. Nei 12 mesi si registra una crescita del 9,6%, nel quinquennio si supera il 203 per cento. 
 
Nella top ten dei paesi importatori troviamo al quinto posto i Paesi Bassi con 12,9 milioni di fatturato a fine 2013 e un bel rimbalzo sul 2012 (+39,4%). Rispetto al 2004 la crescita è del 42,4 per cento.
 
La Svizzera si posiziona al sesto posto della classifica Paesi con un import di 11,8 milioni lievemente superiore all'anno precedente (1,4%) ma in crescita del 33% sul valore registrato nel 2004. Il Giappone, altro mercato maturo per i vini made in Asti, ha acquistato lo scorso anno per un controvalore di 8,6 milioni di euro, cifra che rispetto al 2004 appare rivalutata del 6,6 per cento.
 
Tra i mercati emergenti, insieme alla Russia, si segnala la Lituania, regina dei Paesi Baltici, con un fatturato di 6,9 milioni di euro a fine 2013, pari a una crescita del 69,3 sui dodici mesi, del 560% rispetto al 2009 e del 2157% rispetto al 2004.
 
Guardando al Sud est asiatico, dalle statistiche emerge una crescente e promettente presenza del comparto vini-spumanti-liquori astigiani nella Corea del Sud (3,5 milioni    nel 2013) e in Cina: l'export nel Paese della seta ha raggiunto i 3 milioni di euro con una crescita del 13,5% rispetto al 2012 e del 181,5 per cento rispetto al 2009.

“L'internazionalizzazione è la strada maestra per la crescita delle nostre aziende – ha concluso il presidente Sacco – la Camera di Commercio di Asti è impegnata a sostenere il sistema imprenditoriale incentivando la presenza del made in Asti alle fiere internazionali in Italia e all'estero”.
 
Sacco ha poi richiamato l'attenzione del Ministro sull'urgenza di approvare in tempi stretti il “Testo Unico della Vite e del Vino”, documento che oltre ad unificare le disposizioni normative del comparto, punta ad una reale semplificazione e sburocratizzazione dei procedimenti. Il Testo, all'esame del Parlamento, è frutto di un lavoro congiunto che ha coinvolto le diverse sigle che rappresentano le realtà economiche del settore vitivinicolo: Agrinsieme (il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane dell’agroalimentare), Unione Italiana Vini, Federvini, Assoenologi e Federdoc.