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Martedì, 25 Febbraio 2014 15:53

Trattori e agricoltori in piazza Alfieri ad Asti contro la Cosap agricola

«Siamo qui a protestare contro una tassa iniqua in rappresentanza non solo dei nostri associati ma di tutti gli agricoltori astigiani, a prescindere dal colore del cappello».

Così Alessandro Durando e Massimo Forno, presidenti rispettivamente di Cia e Confagricoltura ed esponenti di Agrinsieme, il soggetto di rappresentanza agricola di cui fa parte anche Alleanza Cooperative, hanno definito la manifestazione che si è svolta questa mattina (25 febbraio) in piazza Alfieri ad Asti.

Al centro della protesta, con gli agricoltori che, di prima mattina, hanno invaso la strada antistante il Palazzo della Provincia con striscioni, bandiere e trattori, c’era l’applicazione della Cosap, la tassa introdotta dalla Provincia, unico esempio in Italia, che colpisce gli accessi ai fondi agricoli.
Durando e Forno, con il direttore di Confagricoltura Asti, Francesco Giaquinta, hanno spiegato i termini di un contenzioso che va avanti da alcuni mesi. Hanno chiarito che gli agricoltori di Agrinsieme sono disponibile a pagare la tassa provinciale, ma solo per le sedi principali delle loro aziende non per tutti i passi carri che immettono nei loro fondi rustici. «Non pagheremo mai per entrare a lavorare
nelle nostre terre» hanno detto i rappresentanti di Agrinsieme.
Tra i manifestanti c’erano anche una quindicina di sindaci astigiani, con in testa il primo cittadino di Asti, Fabrizio Brignolo e il suo vice Davide Arri. Tra i rappresentanti delle istituzioni anche la consigliera regionale astigiana, Angela Motta.
Alla fine una delegazione di Agrinsieme è stata ricevuta, in rappresentanza del commissario Alberto Ardia che non era disponibile, dal segretario generale Livia Scuncio.
Forno e Durando, insieme al direttore Cia, Mario Porta, hanno ribadito le posizioni di Agrinsieme. «Gli agricoltori non possono continuare ad essere il bancomat di enti sull’orlo del dissesto» hanno detto.
La Scuncio, da parte sua, è stata irremovibile nel sostenere le ragioni dell’ente lamentando i mancati trasferimenti statali e la necessità, per evitare il default dell’ente, di rimpolpare le casse provinciali attraverso l’imposizione di nuove tasse, «per fare fronte a servizi come la manutenzione delle strade».
Una posizione criticata da Agrinsieme e anche dai sindaci che hanno avanzato più di una perplessità sia sulla situazione della rete stradale provinciale sia sui costi dell’ente Provincia che, come la stessa Scuncio ha ricordato, nei prossimi mesi potrebbe essere soppresso per essere sostituito da un Consiglio di sindaci del territorio. «Motivo in più per non gravare sulle già tartassate famiglie degli
agricoltori» hanno commentato amaramente Durando e Forno.

Il segretario Scuncio ha dato anche qualche numero fornendo anche il dato dei primi incassi dalla Cosap sui fondi agricoli. «Si sono incassati 120 mila euro» ha detto.
Cifra che è apparsa davvero ridotta rispetto agli 800 mila euro previsti a bilancio che dovrebbero essere incamerati entro il 28 febbraio.
Il faccia a faccia tra Provincia e Agrinsieme si è risolto dunque con un nulla di fatto.
L’ente di piazza Alfieri non ha sentito ragioni andando dritto per la sua strada. Una chiusura sottolineata anche dal vicesindaco di Asti, Davide Arri, che ha detto: «Forse la situazione avrebbe potuto essere gestita senza radicalizzare posizioni e arrivare, in sostanza, ad un muro contro muro».
La consigliera Motta, poi, ha avanzato dubbi sui costi dei vertici dell’ente provinciale. La Scuncio ha promesso di renderli pubblici al più presto.

Infine la delegazione di Agrinsieme è stata ricevuta dal Prefetto di Asti, Pierluigi Faloni, il quale ha preso atto della protesta degli agricoltori.