Martedì, 25 Febbraio 2014 15:43

La propensione all'innovazione delle imprese piemontesi è superiore alla media nazionale

Oggi, martedì 25 febbraio, Unioncamere Piemonte, Confindustria Piemonte, Intesa Sanpaolo e UniCredit hanno organizzato il convegno "Ricerca e innovazione. Investimenti per il futuro del Piemonte”.
Zeno Rotondi, Head of Italy Research UniCredit, è intervenuto sul tema “Il rilancio degli investimenti privati in Piemonte in un’ottica di filiera: l’innovazione come driver strategico”. Gregorio De Felice, Chief Economist Intesa Sanpaolo, ha poi parlato di “Ricerca e innovazione per rafforzare la competitività del Piemonte”, seguito da Paolo Guazzotti, Responsabile Politiche Industriali Confindustria Piemonte, con un intervento dal titolo “Imprese che investono in innovazione e ricerca: il ruolo di Confindustria Piemonte”.
A seguire, Roberto Strocco, Responsabile Area Progetti e Sviluppo del territorio di Unioncamere Piemonte, ha illustrato “I servizi del Sistema camerale a supporto dell'innovazione”.
Sono poi interventuti alla tavola rotonda moderata da Pierpaolo Luciano, Capo Redattore la Repubblica Torino: Andrea Bairati, Direttore Area Politiche territoriali, Innovazione e Education, Confindustria;Gianfranco Carbonato, Presidente Confindustria Piemonte; Ferruccio Dardanello, Presidente Unioncamere Piemonte; Giovanni Forestiero, Regional Manager Nord Ovest UniCredit; Antonio Nucci, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo; Emilio Paolucci, Professore, Politecnico di Torino.
“Il Piemonte - ha affermato Giovanni Forestiero, Regional Manager Nord Ovest di UniCredit - si conferma una regione particolarmente attiva nei settori di tradizionale forza, dove vanta una specializzazione molto accentuata, e cioè nelle filiere dell'Automotive e delle Macchine e Impianti e, in misura di poco inferiore, in quelle dei Metalli e della Componentistica Meccanica. Riteniamo che in questo momento, con l’affermarsi di prospettive di crescita di medio termine, le incertezze che frenavano gli investimenti delle imprese possano attenuarsi. Sempre in base alle nostre analisi, nel 2014, in Piemonte vi sarà una necessità di nuovi investimenti per oltre 6 miliardi di euro e riprenderà inoltre con maggiore decisione il rinnovo tecnologico. Per il sistema produttivo, da un lato, c’è infatti la necessità di ricostruire una base industriale duramente colpita dalla prolungata crisi e dall’altro si presenta l’occasione di realizzare innovazioni di processo, indispensabili per competere sui mercati globali. Pensiamo quindi che quest’anno vi sarà una più decisa richiesta di finanziamenti bancari, con un ricorso più sistematico e sinergico al Sistema nazionale di garanzia. Inoltre, il rafforzamento dell’accesso delle PMI al mercato dei capitali mediante l’emissione di minibond, il potenziamento delle cartolarizzazioni e l’attrazione di investimenti diretti dall’estero possono essere altre soluzioni concrete che si intravedono per colmare il funding gap (inteso come autofinanziamento meno investimenti) stimato per il 2014. Per cogliere appieno queste esigenze, UniCredit, per il Piemonte, ha in previsione di erogare nuovi crediti a medio termine nei confronti di imprese, piccole, medie e grandi, pari al 130% dell’anno precedente”.

“Tutti gli attori oggi qui riuniti sanno bene che ‘fare impresa’, con l’obiettivo di restare sul mercato nel medio lungo termine, è un’azione sempre più strettamente collegata a decisioni di investimento in innovazione - ha dichiarato Antonio Nucci, Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo -. L’innovazione è alla base della creazione di vantaggi competitivi non solo nei settori ad alta intensità tecnologica, ma anche in quelli tradizionali. Intesa Sanpaolo la finanzia con convinzione, venga essa svolta direttamente dall’azienda o in collaborazione con altre, acquistata dal mercato oppure destinata a progetti di industrializzazione di brevetti e disegni. Intesa Sanpaolo copre anche in via anticipata il 100% degli investimenti in ricerca e innovazione. Oltre all’analisi sul merito creditizio, ci avvaliamo di un team di ingegneri specializzati per la valutazione tecnico-industriale dei progetti. Il nostro Gruppo, proprio in questi giorni, sta veicolando una linea di credito di 120 milioni di euro della BEI destinata a PMI, Mid-Cap e Start-up innovative al fine di favorire la nuova occupazionenella fascia di giovani compresa tra i 15 e i 29 anni di età e lo sviluppo di una nuova cultura imprenditoriale maggiormente favorevole all’innovazione. Siamo inoltre tra gli intermediari del Fondo Nazionale per l’Innovazione, creato dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare il finanziamento di progetti innovativi basati sullo sfruttamento industriale di disegni, modelli e brevetti. Va infine sottolineato che la dimensione aziendale rappresenta un requisito importante per avviare progetti di ricerca. Per questo occorre promuovere ogni forma di collaborazione tra imprese di piccole dimensioni e sostenere la nascita di nuovi contratti di rete”.
“L’innovazione è un asset di sviluppo imprescindibile per le nostre imprese. Lo dicono i dati delle nostre ultime rilevazioni congiunturali e i numeri del Registro imprese delle Camere di commercio: in questo difficile momento per la nostra economia, resistono solo le aziende che sanno innovare i propri prodotti e le proprie tecnologie, investendo in ricerca e sviluppo per essere al passo con le richieste del mercato – ha dichiarato il Presidente di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello -. Il sistema camerale è concretamente impegnato su questo fronte: affianchiamo le imprese che vogliano presentare progetti nell'ambito del nuovo Programma Quadro Europeo per la Ricerca e l'InnovazioneHorizon 2020, assistiamo le aziende nella ricerca di partner internazionali per collaborazioni tecnologiche e progetti di ricerca e abbiamo da poco realizzato il portale iPie che raccoglie tutte le imprese innovative del Piemonte, vera e propria vetrina delle eccellenze tecniche e tecnologiche della nostra regione”.

“Secondo la Commissione Europea (Rapporto su Competitiveness and Employment del 2013) il progresso scientifico e tecnologico determina circa il 50% della crescita economica di un Paese.
Quanto però fatto ad oggi in Italia non è adeguato a sostenere il processo fondamentale per la qualificazione, l'aggiornamento e lo sviluppo del nostro sistema industriale ed occorre una politica di sviluppo industriale che incentivi gli investimenti, che sono la vera chiave per creare occupazione e favorire il ritorno della nostra economia ad una nuova fase di crescita” ha commentato Gianfranco Carbonato, Presidente Confindustria Piemonte.