Martedì, 25 Febbraio 2014 06:39

Il commento settimanale di Cesare Torta: "Dalla stabilità alla velocità"

Come ogni settimana, pubblichiamo il consueto commento di Cesare Torta.

"Prima quello che contava era la stabilità. I mercati, si diceva, preferiscono avere a che fare con governi stabili, solo un governo stabile è in grado di fare le riforme che servono al paese.

Adesso è arrivato a guidare il governo un giovanotto che invece di perseguire la stabilità impone un’altra caratteristica : la velocità.

D’altronde anche il mondo corre più velocemente, se non si colgono al volo le opportunità arriva qualcun altro più veloce e conquista l’affare.
 
In due mesi Renzi ha conquistato la segreteria del PD e la Presidenza del Consiglio.
Consultazioni velocissime: non ci può essere stato il tempo materiale di concordare un programma con gli alleati, ma neppure di discuterlo all’interno del partito democratico.
Quegli incontri veloci sono serviti al massimo per discutere dei nomi dei ministri e di rapporti di forza.
L’unico incontro in cui si è trovato un accordo politico è stato quello con Berlusconi sulla legge elettorale, con risultati alquanto deludenti: niente preferenze perché al pregiudicato non piacciono e sbarramenti per eliminare i piccoli partiti.
 
Quei politici vecchio stile dei tedeschi sono stati chiusi in riunione (non solo i vertici, ma anche decine di delegati) per settimane per concordare un programma delle cose da fare. Quando hanno terminato hanno dato vita al loro governo di coalizione e ci sono buone probabilità che attueranno quello che hanno concordato.
 
Noi no. Noi siamo veloci, noi siamo capaci di fare un bel discorsetto a braccio mettendoci dentro molti buoni propositi, qualche parola magica tipo “sogno” e “coraggio” e voilà la fiducia è assicurata.
 
Nelle occasioni precedenti non mancavano certo gli azzardi ed i problemi. Questa volta siamo ancora in condizioni molto rischiose viste le diverse visioni politiche degli alleati, l’unica differenza è che con Renzi faremo in fretta, sia che le cose vadano bene e si riesca a fare qualche riforma, sia che vadano male e si torni a votare.
 
E questo è un vantaggio."