Lunedì, 24 Febbraio 2014 17:42

Sono 108 le delibere contrarie all'applicazione della Cosap, le ha raccolte tutte Coldiretti Asti

Il presidente provinciale Coldiretti, Roberto Cabiale, prende posizione in vista della scadenza per il pagamento della tassa Cosap sui passi carrai.

“Speriamo ancora che non rimangano inascoltate 108 delibere dei Comuni dell'Astigiano, contiamo prevalga il senso di democrazia che, nonostante tutto, ha sempre caratterizzato l'Italia e la provincia di Asti. Pensiamo debbano essere ascoltate le voci della stragrande maggioranza dei Sindaci”. Con queste parole rigira fra le mani le delibere dei Comuni dell'Astigiano. Solo dieci non hanno deliberato, tutti gli altri hanno contestato il famigerato Canone per l'Occupazione di Spazi e Aree Pubbliche nella sua estensione ai passi carrai delle strade provinciali. così come determinato dal Commissario straordinario della Provincia di Asti. Nel lungo elenco ci sono tutti i più grandi Comuni, da Asti a Canelli, da Nizza Monferrato a San Damiano, da Costigliole a Villanova e Moncalvo, su 118 ne mancano solo una decina, magari semplicemente perchè qualcuno si è dimenticato o, forse, perchè proprio non poteva fare “uno sgarro” alla Provincia”.
Coldiretti Asti è stata la prima organizzazione a dichiararsi contraria all'applicazione della Cosap e già nell'ottobre 2013 raccolse il malcontento dei Sindaci organizzando una riunione nei propri uffici di corso Cavallotti a cui parteciparono 80 primi cittadini determinati
a colmare quella che consideravano una ingiustizia. Era il 15 ottobre, dall'incontro scaturì la decisione di “inondare” la Provincia di Asti di delibere contrarie all'applicazione della nuova tassa. Dalle parole si passò ai fatti e ogni amministrazione comunale si attivò per redigere e spedire la delibera al Commissario.
“Il problema principale – ha sottolineato il direttore di Coldiretti Asti, Antonio Ciotta - è che la nostra realtà agricola è molto frammentata e la Cosap non può trovare applicazione. Come si può fare pagare la Cosap su piccoli appezzamenti di terreni che rendono meno reddito della tassa stessa e poi, oltre tutto, destinarne i proventi per coprire i costi ordinari. Per noi questa è una tassa iniqua che non deve essere applicata neanche sui terreni e sulle abitazioni civili. Speriamo prevalga il buon senso e che la Provincia riveda la sua decisione ascoltando i Sindaci”.